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Cod Art 0111 | Rev 00 | Data 10 Feb 2009 | Autore M. Guadagnino

 

l clima si riscalda e le conseguenze ricadono sugli ecosistemi.
Reagire tempestivamente per evitare di assistere a sconvolgimenti che ricadranno sull’ ambiente e sull’ attività umana. In particolare quelle che dipendono dallo sfruttamento delle risorse naturali, come la Pesca.

PESCA E CAMBIAMENTI CLIMATICI

Tutti i biologi marini sono consapevoli dello sconvolgimento climatico che sta attraversando il nostro pianeta. La temperatura media dell' atmosfera terrestre si è innalzata di 0.75 °C, dato che può sembrare trascurabile, ma che ha già palesato conseguenze sugli ecosistemi. L’ ambiente marino ha già risentito di questi effetti: si è innalzato il livello del mare, si sono modificate le correnti marine, si è avuto un aumento dell’ acidità degli oceani e molte specie hanno cominciato a popolare habitat dove fino a poco tempo fa non avrebbero potuto vivere. Il riscaldamento ormai è una malattia da curare, non più da prevenire. La temperatura media si è innalzata di circa 1.5 - 2.5°C, tale da creare catastrofi per la biodiversità delle specie. La manifestazione più visibile è appunto lo spostamento delle specie: pesci, molluschi e crostacei risalgono sempre più verso nord, alla ricerca di acque più fredde.

Selinunte

Foto 1 - Immagine del Porto di Marinella di Selinunte

Molti organismi hanno bisogno di una temperatura specifica. L'’habitat naturale, divenuto troppo caldo, non permette più la sopravvivenza delle specie. La triglia di scoglio (Mullus surmuletus), pesce che vive nel Canale della Manica, è diventata dall’ inizio di questo secolo, specie commerciale del Mare del Nord. Da 10 tonnellate pescate nel 1985, le catture sono aumentate a 700 tonnellate nel 2005. Anche per la spigola (Dicentrasus labrax), le catture sono aumentate in 20 anni da 500 a 700 tonnellate. Lo stesso succede a sud con specie che si spostano e arrivano nel nostro mare: la triglia del Mar Rosso (Upeneus moluccensis), la vongola (Tapes filippinarum) o il velenosissimo pesce palla rinvenuto nelle marinerie siciliane tra Sciacca e San Vito lo Capo. Ad esempio, un curioso pesce dalla forma allungata e con il muso che ricorda una piccola tromba, spesso avvistato nei mari della Sicilia e noto con il nome di Fistularia, specie del Mar Rosso che abita abitualmente le barriere madreporiche, è stato trovato nelle reti di pescatori di Paranza di Sciacca (AG).

Sia la pesca professionale sia, anche se in minor misura, la pesca sportiva, possono contribuire ad attenuare i cambiamenti climatici. Limitando ad esempio la pressione sulle specie fragili (organismi giovanili, avannotti, specie protette…) e attraverso la gestione della pesca basate sull’ ecosistema, secondo il principio di Rendimento Massimo Sostenibile (approccio che determina una quantità massima di individui che si possono prelevare da uno stock nel corso degli anni, senza mettere in pericolo ala sua riproduzione) possiamo aiutare gli ecosistemi ad adattarsi all’ evoluzione del clima.

Fistularia

Foto 2 - Esemplare di Fistularia commersonii Fonte: I segreti del mare