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Cod Art 0260 | Rev 00 | Data 12 Mar 2010 | Autore O. Luoni

 

L'ARGONAUTA

Foto1Nome piuttosto insolito per determinare un mollusco marino, nome che ci rimanda ai ricordi di mitologia studiata sui banchi di scuola. Nella mitologia greca gli Argonauti erano i navigatori della nave Argo guidata dal re di Iolco in Tessaglia, un certo Giasone. il suo equipaggio era costituito dai maggiori eroi della mitologia (Eracle, i Diuscuri, Teseo, Peleo, Meleagro, Admeto e il divino cantore Orfeo, assieme ad altri 46 membri). Lo scopo di questo viaggio era quello di sottrarre il “Vello d'Oro” che altro non era se non la pelle di un ariete dorato che era posseduta dai barbari abitanti della Colchide, impresa conclusasi dopo varie peripezie nel migliore dei modi, perlomeno come ci racconta nel suo lungo poema il poeta Apollonio Rodio nelle sue “Argonautiche”; ma ora torniamo a noi dopo questo breve excursus mitologico.

L'argonauta è un organismo marino appartenente al Phylum dei molluschi Cefalopodi e appartiene al gruppo dei Dibranchiati, infatti è un parente dei polpi, ai quali rassomiglia. E' dotato di otto braccia e si lascia trasportare dalla corrente marina usando le sue braccia per cambiare direzione. Alla famiglia degli Argonautidae appartengono specie nectoniche pelagiche che vivono in alto mare, prevalentemente nuotando in superficie. La famiglia annovera il solo genere Argonauta.

Il dimorfismo sessuale è molto evidente in questa specie, infatti, il maschio non supera mai la dimensione di 2 cm ed è privo di conchiglia, la femmina invece può tranquillamente superare i 30 cm. Nel periodo riproduttivo (Maggio/Ottobre) il maschio utilizza un tentacolo chiamato ettocotilo, per ricercare e penetrare nella cavità del mantello palleale della femmina, fecondandola. L'ettocotilo è generalmente chiuso in un sacco, ma il maschio può a volte evaginarlo e staccarlo per autotomia, pi si rigenera. Quest'ultimo può sopravvivere a lungo e "nuotando" può raggiungere lo stesso la cavità palleale della femmina fecondandola.

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Gli ettocotili rinvenuti nel corpo della femmina, anticamente furono creduti dei vermi parassiti, e si arrivò addirittura a creare il presunto genere Ectocotylus. Una volta fecondata la femmina secerne da un paio di tentacoli che si dilatano, una versione delicata di conchiglia spiralata dalla fine consistenza, simile alla carta pergamena, nella quale depone le uova fecondate, come fosse un delicato calice galleggiante. Nel nostro Mediterraneo vivono 2 specie di argonauti: Argonauta argo, e l'Argonauta cigno, quest'ultimo assai più raro. Hanno dei bellissimi colori, ad esempio nell' Argonauta argo, il maschio presenta una livrea di un azzurro molto lucente con vistose macchie giallastre e rosso brunastre o nerastre, mentre la femmina può essere di un bellissimo argento lucente o di un verde violetto iridescente.

L'alimentazione base di questi organismi è di tipo carnivoro. Raramente questi animali sono visibili, ma a volte vengono pescati in alto mare durante la pesca delle sardine effettuate con le lampare.

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