Testata

 

 

 

 

INTRODUZIONE

Le Aree Protette (AP) sono aree terrestri, lacustri e fluviali, che contengono una o più specie naturalisticamente rilevanti della flora e della fauna del territorio, ovvero presentino uno o più ecosistemi importanti per la diversità biologica e per la conservazione delle risorse genetiche. Questa è la definizione dell'articolo 2 primo comma del Testo Unico dell'Ambiente. Il Ministero dell'Ambiente impartisce le direttive per raggiungere obiettivi scientifici, educativi e di protezione della riserva (Art 31, 3° comma), e preventivamente, sentite la regione e le province coinvolte, definisce per decreto l'organismo di gestione e le finalità della tutela. Per decreto la gestione può essere attribuita anche ad un ente diverso da quello suddetto, come enti locali, associazioni e loro consorzi. Gli strumenti di gestione sono il PIANO DI GESTIONE della riserva e il relativo REGOLAMENTO ATTUATIVO.
Nel caso delle Aree Marine Protette (AMP), occorre fare un passo indietro. Esse sono definite dal Protocollo di Ginevra relativo all'area del Mediterraneo, e vi rientrano quelle aree di cui alla Legge n.127 del 5 marzo 1985, recante ratifica del protocollo relativo alle aree specialmente protette del Mediterraneo, aperto a Ginevra il 3 aprile 1982. Prima della relativa approvazione di un' AMP, occorre individuare, nel tratto di mare interessato, quella che viene definita ZONA MARINA DI REPERIMENTO. Gli elenchi delle zone di reperimento sono definiti dalle leggi 979/82 (Disposizioni per la Difesa del mare), art.31, 394/91 art.36, 344/97 art.4, 426/98 art.2 e 93/01 art.8. Maggiori informazioni sulle zone di reperimento sono disponibili sul sito del Ministero dell'Ambiente, Se si naviga un pò sul sito del Ministero è possibile capire che la normativa è abbastanza datata, e ancora risulta difficile normare tutti i cosidetti aspetti di conflitto, che inevitabilmente nascono quando è difficile la coesistenza tra interesse naturalistico ed interesse economico.
Noi di BiologiaMarina.eu intendiamo divulgare solamente aspetti naturalistici, tralasciando la parte prettamente burocratica a tecnica. La sezione è curata da Marcello Guadagnino, che ha gia scritto molto sull'argomento

LE AREE MARINE PROTETTE IN ITALIA di Castronuovo Motta Nicola

L'Italia vanta oltre 7.500 chilometri di costa, e il mare stesso diventa un elemento prezioso per il turismo e per la pesca. Il ministero dell’Ambiente, della tutela del Territorio e del Mare, preserva attraverso la creazione di un sistema di aree marine protette, che è parte integrante del sistema nazionale di aree protette, parchi e riserve terrestri, alcuni dei tratti di mare più belli della nostra penisola. Le aree protette quindi, rivestono un ruolo fondamentale per la tutela del territorio, favorendo e promuovendo la ricerca, il turismo sostenibile e valorizzando i luoghi di interesse nazionale. Fino ad oggi sono state istituite 27 aree marine protette che tutelano le acque italiane, 24 aree marine, 2 parchi sommersi, ed un Santuario internazionale per la tutela dei cetacei a cui si aggiungono 2 parchi nazionali con perimetrazioni a mare. L ’estensione dei fondali e delle acque tutelati è di quasi 3.000.000 di ettari.
Nelle aree marine protette italiane non sono consentite tutte quelle attività che possono compromettere la tutela delle caratteristiche ambientali oggetto della protezione. In particolare all’interno di ogni area sono individuate tre zone a diverso grado di tutela in base alle necessità di conservazione dell’area stessa. La zona A, di riserva integrale, è generalmente interdetta a tutte le attività che possono arrecare danno o disturbo all’ambiente marino. È il cuore della riserva, dove la protezione è massima, per garantire la tutela delle specie animali e vegetali, e assicurare la loro riproduzione. La zona A è delimitata da boe luminose a mare e da pali luminosi a terra. La zona B, si trova generalmente a confine della zona A, un’area cuscinetto, dove la regolamentazione dell’ente gestore è meno vincolante, si possono fare immersioni, è consentita la balneazione, le visite guidate e il transito, l'ormeggio e l'ancoraggio su apposite boe, di imbarcazioni a remi o a vela, a velocità ridotta, dove generalmente sono segnalati dei corridoi per il transito stesso. È consentita la sola pesca artigianale e non invasiva per la tutela e il mantenimento delle specie ittiche. La zona C, serve a garantire un graduale modo di approccio alle zone più tutelate, è consentito il transito di imbarcazioni a motore a velocità ridotta e possibilmente con un impatto ambientale minimo. È consentita la pesca sportiva, vincolata da alcune regole, dettate dall’ente gestore.

Mappa Capo Rizzuto Ustica Sinis PC MIR Por CC IT Pel Foce Belice AMP Egadi Cinque Terre Capo Mortola Porto Venere Monte Conero

SONO DISPONIBILI 17 ARTICOLI SULLE AMP ITALIANE, clicca sui nomi riportati nella figura qui sopra, oppure, se non trovi l'area di tuo interesse, clicca ai link riportati nell'articolo sottostante. Nella mappa sono riportate anche aree non soggette a tutela ne integrale ne parziale, ma solamente oggetto, in passato, di studi e proposte di salvaguardia ambientale.

ELENCO DELLE AREE MARINE PROTETTE

Foto1 La prima zona istituita ad area marina protetta, nel 1986, fu il Parco Marino di Miramare (1) nel Golfo di Trieste. Gestore WWF Italia, tel. 040 224147. Nel 1999, è stata istituita l’area marina protetta del Promontorio di Portofino (2) in Liguria. L'ente gestore è il consorzio tra i comuni di Santa Margherita Ligure, Portofino e Camogli, tel. 0185289649. Isola di Bergeggi (3) (articolo Guadagnino - articolo C.M. Nicola), in Provincia di Savona. L ’area marina protetta circonda l’isolino e si estende fino al limite sud della spiaggia di Bergeggi e fino all’inizio della spiaggia di Spotorno, comprendendo così Punta Predani e Punta del Maiolo a terra. Nel 1997 è istituita l’area marina delle Cinque Terre (4) nella riviera Ligure di Levante, tra Punta Mesco e Punta di Montenero, interessando i Comuni di Riomaggiore, Vernazza, Monterosso e Levanto, antistanti l’omonimo parco terrestre. Gestore, l'Ente Parco Nazionale delle Cinque Terre, tel.0187 760000. Il santuario per i mammiferi marini (5) è stato istituito nel 2001, con l'accordo del 199 tra il governo Francese, quello Italiano e il Principato di Monaco. Per la particolare zona ricca di plancton, dovuto alle correnti favorevoli e alla risalita di questo elemento fondamentale per la vita del mare, in particolare fonte di nutrimento per i cetacei, si ha l’accordo di monitorare e proteggere questo tratto di mare che si estende dalle coste Liguri e Francesi fino alla parte nord della Sardegna, coprendo parte della costa Toscana. www.minambiente.it Si tratta di un area marina internazionale. Nel 1989 è istituita l’area marina delle Isole Tremiti (6) che  comprende quattro isole: San Domino, Capraia, San Nicola, e Pianosa, oltre ad alcuni scogli come il Crepaccio e La Vecchia. Gestore l'Ente Parco Nazionale del Gargano, tel. 0884 568911. Nel 2000 è istituita l’area protetta delle Secche di Tor Paterno (7) al largo della costa romana, si tratta di una formazione rocciosa, ricoperta da organismi animali e vegetali. Gestore Ente RomaNatura, tel. 06 35405310. Nel 1991 è istituita l’area marina di Torre Guaceto (8) interessa la fascia costiera antistante Torre Guaceto e i territori limitrofi dei Comuni di Brindisi e Carovigno. Gestore, il Consorzio dei comuni di Brindisi, Crovigno e WWF Italia, tel. 0831 990882.
Nel 2002 è istituito il parco Sommerso di Baia (9) si trova nel golfo di Napoli, con reperti dell’epoca Romana. Gestore, Sopraintendenza per i beni archeologici delle Province di Napoli e Caserta, tel. 081 5233797. Nel 2002, è istituito il Parco sommerso di Gaiola (10) con l’omonima isola. Gestore la Sopraintendenza per i beni archeologici delle Province di Napoli e Caserta, tel. 081 440166.
Nel 1997 è istituita l’area protetta delle Isole di Ventotene e Santo Stefano (11). In seguito nel 1999, la tutela è stata estesa anche sulla terra ferma, istituendo una Riserva Naturale. Gestore, Comune di Ventotene, tel. 0771 85265.
Nel 1997 è istituita l’area protetta di Punta Campanella (12), interessa la fascia costiera dei Comuni di Massa Lubrense, Piano di Sorrento, Postano, Sant’Agnello, Sorrento, e Vivo Equense. Gestore, Consorzio fra i   Comuni di Massa Lubrense, Piano di Sorrento, Postano, Sant’Agnello, Sorrento e Vivo Equense, tel. 081 8089877.
L’area protetta di Santa Maria di Castellabate (13) presenta un fascino particolare, con luoghi antichi e ricchi di arte e cultura. L’area in provincia di Salerno, è situata in posizione strategica, tra Paestum e Velia, dominando ad Ovest lo specchio di mare tra Punta Tresino e Punta Licosa e ad Est le colline del Cilento, al centro dunque del Parco del Cilento e Vallo di Diano. L’area protetta Costa degli Infreschi e della Masseta in Provincia di Salerno (14) comprende il tratto di mare che va tra Punta dello Zancale al Vallone Marcellino e si protrae nel Comune di S. Giovanni a Piro, Scario fino alla Masseta. Un’area meravigliosa di rilevanza naturalistica e paesaggistica notevole.
Nel 1997 è istituita l’area protetta di Porto Cesareo (15) e si estende fino a circa 7 miglia dalla costa, tra Punta Prosciutto e Torre dell’Inserraglio interessando i Comuni di Porto Cesareo e Nardò, in Provincia di Lecce, caratteristica principale dell’area sono le formazioni coralline, e le spugne abbondanti dei fondali.  Gestore, Consorzio di Gestione tra la Provincia di Lecce e i Comuni di Porto Cesareo e di Nardò. tel. 0833 568210.
Nel 1991, è istituita l’area protetta di Capo Rizzuto (16), otto promontori definiscono la zona, il primo dei quali è Capo Colonna, con il tempio dedicato alla dea Hera Lacinia, mentre punta Le Castella, ne rappresenta l’ultimo. Gestore, la Provincia di Crotone tel. 0962 685254. Nel 1986, è istituita l’area protetta dell’isola di Ustica (17) suddivisa in tre zone di grado di tutela ambientale, L’isola vulcanica ne caratterizza i fondali, ricchi di specie ittiche e folti banchi di Barracuda. Gestore, Capitaneria di Porto di Palermo tel. 091 6043111. Nel 2002, è istituita l’area protetta di Capo Gallo-Isola delle Femmine (18), è un rilievo dolomitico che delimita a nord la piana di Palermo, la caratteristica zona ricca di grotte sottomarine tra cui le grotte della Marinella e la grotta Impisu con resti fossili. Gestore al momento, la Capitaneria di Porto di Palermo, tel. 091 6043111. Nel 1991, è istituita l’area protetta delle Isole Egadi (19), con quasi 74 chilometri di costa è l’area marina protetta più grande. L’arcipelago situato poco distante dalla costa Trapanese, è formato da tre Isole: Favignana, la più grande, Marettimo e Levanzo, oltre numerosi scogli ed isolotti, fra cui l’isolotto di Formica. I fondali abbondano di piante di Posidonia oceanica, e le spiagge abbondanti assumono una colorazione bianca. Gestore, Comune di Favignana, tel. 0923 922585. Nel 1989, è istituita l’area protetta delle Isole Ciclopi (20), interessa il territorio del comune di Aci Castello, con un piccolo arcipelago di isole, tra cui Lachea, Faraglione grande, Faraglione piccolo e Faraglione degli uccelli. I fondali presentano una vasta ricchezza di specie invertebrate e forme vegetali. Gestore, Consorzio di Gestione tra Comune di Aci Castello e Università di Catania-Cutgana, tel. 095 7371128.
Nel 2004, è istituita l’area protetta di Plemmirio (21), in località Penisola Maddalena-Capo Murro di Porco in Provincia di Siracusa, è delimitata da Punta della Mola e da Punta Milocca ed è suddivisa in zone sottoposte a diverso regime di tutela ambientale. La caratteristica dei fondali varia, s’incontrano secche, grotte, relitti, e pareti, con la presenza di grossi Spirografi e Margherite di mare. Gestore, Consorzio Plemmirio tra Provincia Regionale di Siracusa e Comune di Siracusa, tel. 0931 709734.
Nel 2002, è istituita l’area protetta delle Isole Pelagie (22), significa isole di alto mare, isole dale caratteristiche estreme, brulle e vicine all’Africa, più che alle coste Italiane. L’origine di natura calcarea di Lampedusa, la contraddistingue per i fondali limpidi e ricchi di fauna. La natura vulcanica di Linosa, invece favorisce lo sviluppo di una vegetazione più rigogliosa, mentre Lampione, un isolotto lungo 700 m, e largo 180, è completamente disabitato, e si trova a circa 17 km a nord-ovest di Lampedusa. Gestore, Comune di Lampedusa e Linosa, tel. 0922 975780.
Nel 2002, è istituita l’area protetta dell’Isola dell’Asinara, area protetta anche sul territorio, dove sorge un penitenziario (23). La naturale macchia mediterranea presente sull’Isola, ne fa una delle zone con maggior presenza di specie vertebrate della Sardegna, circa 80, con presenza di numerosi uccelli marini. La notevole protezione dell’isola e del  mare circostante, rende i fondali marini, anche a bassa profondità, ricchi di specie animali. Gestore, Ente Parco Nazionale Dell’Asinara, tel.079 5041661.
Nel 1997, è istituita l’area protetta dell’Isola di Tavolara-Punta Coda Cavallo (24). Situata nella costa nord orientale della Sardegna, comprende tre Isole rocciose ed impervie, Tavo-lara, Molara e lo scoglio del Molaraotto, interessando i comuni d’Olbia, Loiri S.Paolo e S. Teodoro. Per la sua natura ne fa uno dei fondali più battuti dai subacquei in Sardegna. Gestore, Consorzio di gestione tra i Comuni di Loiri Porto S. Paolo, S. Teodoro, ed Olbia, tel. 0789 203013.
Nel 2002, è istituita l’area protetta di Capo Caccia-Isola Piana (25) interessa la baia di Porto Conte e un tratto di mare circostante, il promontorio di Capo Caccia, comprendente l’isola Piana e l’isola Foradada. L’area marina confina con l’antistante Parco Naturale di Porto Conte, istituito dalla Regione Sardegna nel Febbraio del 1999. Ambiente aspro con pareti verticali, con una caratteristica acqua verde azzurra. Gestore, Comune d’Alghero, tel. 079 997816.
Nel 1997, è istituita l’area protetta della Penisola del Sinis-Isola Mal di Ventre (26), un’area che si estende ad oriente dalle scogliere di Su Tingiosu fino a Su Siccu nel Golfo di Oristano e, a occidente, dall’Isola di Mal di Ventre allo scoglio del Catalano. Alle spalle dell’area protetta si sviluppano grandi distese palustri e la Piana della Penisole del Sinis. I fondali marini sono colonizzati da praterie di Posidonia Oceanica, che si spingono oltre i 40 m, la massima profondità per il Mediterraneo occidentale. Gestore, Comune di Cabras, tel. 0783 290071.
Nel 1998, è istituita l’ara protetta di Capo Carbonara, localizzata poco lontano da Cagliari (27). L’isola di Cavoli, compresa all’interno dell’area marina protetta possiede piccole spiagge immerse nella natura e i fondali presentano una parete che giunge fino a 40 m di profondità ed è possibile fare bellissime immersioni e ammirare tra l’altro delle splendide gorgonie giganti. Gestore, Comune di Villasimius, tel. 070 790234.
Nel 1984 è stata istituita dalla Regione Sicilia la Riserva Naturale Foce del fiume Belice e dune limitrofe (28).
Altre aree di interesse sono l'Area di Tutela di Capo Mortola (29) e di Porto Venere (30), entrambe in Liguria.
Segnaliamo, come ultimo aggiornamento, un breve articolo sull'area protetta del promontorio del Conero.

L’ALTRO MARE PROTETTO: I PARCHI NAZIONALI

In Italia, non solo le Aree Marine Protette salvaguardano le acque ed i fondali marini. Anche i Parchi Nazionali Dell’Arcipelago Toscano e dell’Arcipelago de La Maddalena, che interessano prevalentemente territori terrestri, estendendo la loro tutela a parte del mare circostante le isole.


Arcipelago Toscano, tel. 0565 919411 Sito

Arcipelago di La Maddalena, tel. 0789 79021 Sito

Un’Italia ricca di aree protette, e molte altre sorgeranno in futuro. Ora tocca a noi, recandoci in questi splendidi luoghi con educazione e rispetto, e non solo per la natura che ci circonda, cominciare un percorso che ci porta ad un atteggiamento responsabile, in ogni fase della nostra esistenza su questo pianeta.