
Avete dubbi su un argomento? Volete identificare un organismo marino sconosciuto? Volete sapere come si diventa biologo marino oppure oceanografo? Contattateci, siamo a disposizione per approfondire qualunque argomento di nostra competenza.
RICHIESTE
D: Vorrei segnalarvi che presso alcuni ipermercati della catena Coop sono posti in vendita squali della specie Lamna nasus, o smeriglio. Un esemplare si trovava la settimana scorsa esposto e decapitato presso l'Ipercoop di Senigallia. Ma la specie non è protetta? Anonimo
R: lo squalo smeriglio (Lamna nasus) è classificato come altamente vulnerabile (86/100). Ci rammarica il fatto che proprio la Coop, particolarmente attenta alle problematiche ambientali (è una delle poche aziende ad aver adottato una politica scritta per l’approvvigionamento sostenibile dei prodotti ittici commercializzati), poi di fatto disattenda le intenzioni commercializzando una specie come lo squalo smeriglio.
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D: Spiaggia sabbiosa e spiaggia ciottolosa?
Buongiorno,
vorrei sottoporre alla vostra attenzione un quesito peraltro proposto in altra sede, la cui risposta però mi convince poco. Al link da me indicato si afferma che il fiume Cesano trasporta sabbia e sarebbe quindi responsabile della sedimentazione delle spiagge (sabbiose) a sud della foce del Metauro. Ma la sabbia compare ben 4 Km dopo in località Ponte Sasso, frazione del comune di Fano, mentre a sud della foce del fiume Cesano, nel comune di Senigallia, compare dopo circa 700 – 800 metri. Siccome sono a conoscenza dei vostri lavori proprio sul fiume Cesano, vorrei un vostro parere.
Cordialmente Ugo Silvestrini (ricevuta il 08 Luglio 2010)
R. Egr Sig Silvestini,
il fiume Cesano si differenzia rispetto al fiume Metauro, che dista circa 10 Km, per il fatto che il primo era, prima di essere snaturalizzato con opere di contenimento, uno stream river, ovvero un fiume anastomizzato, come dimostrato da studi della dott.ssa Nesci dell’Università di Urbino, e come evidenziato anche da alcune rare rappresentazioni che purtroppo non possiamo pubblicare per ovvi motivi legati ai diritti di riproduzione. Ma a parte questo, il fiume Cesano erode a monte la stessa identica successione sedimentaria (la successione umbro-marchigiana), dominata da spessi strati calcarei. Quindi il Cesano non trasporta sedimenti diversi da quelli del fiume Metauro. E infatti come lei stesso nota le spiagge di Marotta sono tutte ghiaiose, a cominciare dalla riva sinistra (a nord) del fiume, sino a Ponte Sasso, frazione di Fano. Gli arenili degli stabilimenti di Marotta di Fano sono artificiali e vengono regolarmente predisposti ogni anno, altrimenti la spiaggia sarebbe ghiaiosa. La stessa cosa dicasi per gli arenili di Marotta di Mondolfo.
Le sabbie delle spiagge di Ponte Sasso che proseguono in direzione Nord sino a qualche Km dalla sponda sud del Metauro, un tempo dominate dalle dune costiere, sono di ben altra origine. Come evidenziato dai lavori di Colantoni (università di Urbino) e di McKinney le sabbie del medio Adriatico sono di origine Pleistocenica e in parte Olocenica. La genesi di tale tipologia di sedimenti è complessa, occorrerebbe introdurre le variazioni del livello marino, esaminare l’antico corso dei fiumi marchigiani che durante l’ultima era glaciale erano tutti affluenti del Pò che sfociava in quello che è ora il centro del mare Adriatico.
Le sabbie comunque sono ivi depositate a causa dell’energia del moto ondoso legata a sua volta alla natura e alla batimetria del fondale marino, evidentemente dove vi sono ciotoli l’energia del moto ondoso è tale da non permettere la deposizione delle antiche sabbie, cosa che invece avviene a metà strada tra i due fiumi sopra citati. Se interessato all’argomento in passato abbiamo pubblicato un articolo che potremmo, previa revisione, ripubblicare volentieri.
A disposizione per ulteriori chiarimenti.
Pierfederici Giovanni

Sopra, in giallo le spiaggie sabbiose, in grigio quelle ghiaiose.
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D: Buongiorno, complimeti per il vostro bellissimo portale, uno dei più completi in lingua italiana e non solo. Vorrei sottoporre alla vostra attenzione un quesito per voi sicuramente banale. A volte capita di osservare nei calamari che acquisto al mercato locale, una sorta di patina azzurra o una colorazione azzurra delle carni, e siccome si è parlato in questi giorni di mozzarelle azzurre, la cosa mi preoccupa molto. Potrebbe essere la stessa cosa? Cordialmente, Lucia I. (ricevuta il 06 Luglio 2010)
R: Ciao Lucia, la colorazione azzurrina dei calamari si presenta quando a causa di traumi ripetuti, e la causa degli stessi è da ricercarsi nei metodi di pesca, fuoriesce emocianina, un pigmento respiratorio dei molluschi, che ossidandosi assume una colorazione azzurra. Se il trauma è leggero la sclera (occhio) risulta leggermente azzurra, se il trauma è maggiore, anche le carni possono assumere tale colorazione. Maggiori informazioni alla scheda Calamaro.
Pierfederici Giovanni
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D: Ciao, mi chiamo Andrea M., forse voi di Biologiamarina.eu potete aiutarmi. Sono in procinto di concludere una ricerca scolastica che ha come tema principale le alluvioni. Dal momento che trattate a volte anche di fiumi, sapreste dirmi quale è stata l'alluvione più grande degli ultimi anni? (ricevuta il 05 Mag 2010)
Andrea
R: Ciao Andrea, probabilmente una delle più grandi verificatesi è stata quella Islandese del 1996, dopo l'eruzione del vulcano Grímsvötn. Esso si trova intrappolato sotto la calotta di ghiaggio più grande al mondo, poli esclusi, che si chiama Vatnajökul. Sotto questo ghiacciao dimora un altro vulcano, l'Oraefi. Inizialmente, ancor prima dell'eruzione vera e propria, la grande calotta cominciò a cedere e a sciogliersi, riempendo in poco tempo la caldera vulcanica. Poi si aprìi una via sotto i ghiacci in direzione sud. Si calcola che la portata della jökullhlaup, in islandese il termine indica l'alluvione derivante dalla rottura di una calotta glaciale, ammontasse a ben 50.000 m³/secondo. L'immane forza dell'acqua trascinò iceberg e massi di roccia da centinaia di tonnellate e travolse ogni cosa su un fronte di quasi 30 Km. Ponti e strade vennero sommersi, e ancora oggi i turisiti, quando incontrano rottami di ferro nelle desolate distese Islandesi, si chiedono cosa potrebbero essere. Sono i resti dei piloni e delle strutture dei ponti travolti dalla furia delle acque.
Pierfederici Giovanni
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D: Buongiorno, sapete dirmi se esistono cartine con l'andamento del plancton, krill diviso per mesi nel Mar Ligure? Sono laureata in Scienze Ambientali-Oceanografiche. Vi ringrazio per eventuali informazioni (ricevuta il 19 Gen 2010)
Eva
R:Ciao Eva, ho consultato diversi testi sul Mediterraneo, e il materiale a disposizione, perlomeno quello da me trovato, è comunque abbastanza datato e pure di difficile reperibilità. Gli unici articoli trovati sono questi: 1-Annual microplankton cycles in Villefranche Bay, Ligurian Sea, NW Mediterranean. Journal of Plankton Res., Apr 2003; 25: 323 - 339. 2-Duncan E. McGehee, David A. Demer, and Joseph D. Warren Zooplankton in the Ligurian Sea: Part I. Characterization of their dispersion, relative abundance and environment during summer 1999. Journal of Plankton Res., Dec 2004; 26: 1409 - 1418. 3-Joseph D. Warren, David A. Demer, Duncan E. McGehee, Rossella Di Mento, and J. Fabrizio Borsani Zooplankton in the Ligurian Sea: Part II. Exploration of their physical and biological forcing functions during summer 2000. Journal of Plankton Res.,Dec 2004; 26: 1419 - 1427. 4-Ph. Laval, J.-C. Braconnot, C. Carré, J. Goy, P. Morand, and C.E. Mills Small-scale distribution of macroplankton and micronekton in the Ligurian Sea (Mediterranean Sea) as observed from the manned submersible Cyana Journal of Plankton Res., 1989; 11: 665 - 685. La cosa migliore secondo me è quella di rivolgersi all'Università di Genova, che dispone sicuramente delle mappe relative all'andamento della Produzione Primaria del mediterraneo nord orientale e in particolare del mar Ligure. Solitamente indirizzano le ricerche attraverso la bibliografia , ovvero non rilasciano materiale direttamente a chi ne fa ricerca. Ti consiglio anche di consultare la rivista dell'ordine dei biologi (Biologi Italiani), che tratta spesso aspetti specifici.
Pierfederici Giovanni
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D: Salve, tempo fa vidi su questo sito un breve reportage su Marsa Alam, più che altro immagini. Vorrei sapere se la zona è particolarmente interessante dal punto di vista naturalistico, quali specie si possono osservare e se ci sono problemi di sicurezza. Premetto che faccio immersioni da poco tempo, e mi interesserebbe sapere se i vari Resort sono ben attrezzati. Cordiali Saluti (ricevuta il 19 Dic 2009)
Giampiero M. - Roma
R: La zona di Marsa Alam, seppur abbastanza isolata è comunque ben attrezzata. I Resort a cinque stelle sono dotati di ogni comfort, la cucina è internazionale e non manca il personale italiano. La barriera corallina è raggiungibile grazie a un lungo pontile, poiché diversamente da Sharm è dislocata a circa 500 metri dalla costa. L'ambiente sottomarino è ancora integro, e le acque nonostante i tanti cantiere all'attivo lungo la costa non hanno perso la loro trasparenza. Le specie osservabili sono numerose e on line sono disponibili anche come screeshot diverse immagini delle specie più comuni. I vari Resort organizzano anche gite in barca finalizzate all'osservazione del Dugongo, ma l'impresa è alquanto complessa, vederlo praticamente è quasi impossibile. La vigilanza non consiglia di allontanarsi molto nel deserto, e mai da soli, per la presenza di branchi di cani rinselvatichiti che chiamano Dingo (ma nulla hanno a che vedere con quelli australiani). Si avvistano abbastanza facilmente! Da sottolineare che la zona è particolarmente ventosa sin dalle prime ore del mattino, ed è particolarmente consigliata agli appassionati di kite-surf. Il periodo migliore è sicuramente dalla fine di marzo in poi, quando la temperatura dell'acqua consente anche di praticare snorkeling. Buona Vacanza
Pierfederici Giovanni
FAQ
Come diventare biologo marino?
La lista degli Atenei che hanno attivi corsi inerenti la biologia marina sono: Ancona (www.unian.it, laurea specialistica in biologia marina), Bari (www.uniba.it, laurea triennale in Gestione delle risorse del mare e delle coste), Bologna (www.unibo.it, laurea specialistica in scienze ambientali marine e oceanografia, sede di Ravenna), Cagliari (www.unica.it, laurea specialistica a numero chiuso in biologia marina), Catania (www.unict.it, laurea specialistica in biologia marina), Genova (www.unige.it, laurea specialistica in scienze ambientali marine), Messina (www.unime.it, laurea triennale in biologia ed ecologia marina), Napoli (www.unina.it, laurea specialistica in biologia dei sistemi acquatici), Padova (www.unipd.it, laurea specialistica interfacoltà in biologia marina), Palermo (www.unipa.it, laurea specialistica in risorse biologiche marine), Pisa (www.unipi.it, laurea specialistica in biologia marina), Roma (www.uniroma.it, laurea specialistica in scienze del mare e delle acque interne), Sassari (www.uniss.it, laurea triennale in scienze dell'ambiente e delle produzioni marine), Trieste (www.units.it, laurea specialistica in biologia marina), Viterbo Tuscia (www.unitus.it, laurea specialistica in scienze ambientali marine, laurea specialistica in gestione sostenibile delle acque interne). Segnalo infine l'università di Napoli Parthenope (www.uniparthenope.it), per il corso in scienze nautiche, indirizzi navigazione, meteorolgia&oceanografia.Biologiche, indirizzo Biologia Marina ed Oceanografia presso l'Università Politecnica delle Marche, Ancona. L’amore per il mare e per l’ambiente mi ha portato ad ideare e realizzare questo sito, allo scopo di divulgare e trasmettere conoscenze e passioni, e condividere così con tutti coloro che lo vorranno, tutto quello che ruota attorno al mondo marino.

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Ideazione: Pierfederici Giovanni - Progetto: Pierfederici Giovanni, Castronuovo Motta Nicola, Guadagnino Marcello.
Prima Pubblicazione 31 Lug 2006 - Testi e immagini riproducibili secondo le specifiche Creative Commons. Le immagini dei Collaboratori detentori del Copyright © sono riproducibili solo dietro specifica autorizzazione.
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