
HYDROTHERMAL VENTS - prima parte -
Nel libro The Ecological Theater and the Evolutionary Play, Yale Evelyn nel 1965 teorizzò l'esistenza di organismi che avrebbero potuto vivere grazie al calore della terra. Ma fino al 1977 nessun biologo vide mai una comunità del genere.
Nel mare profondo la densità di organismi marini, con poche eccezioni, è molto bassa e gli organismi raggiungono dimensioni minime. La loro crescita è lenta, la pressione è elevata, l'acqua è fredda e densa, manca luce, e gli organismi dipendono per sopravvivere da quello che "piove" dall'alto ossia dalla superfice.
Nel febbraio - marzo 1977 due scienziati, Corliss ed Edmond, entrambi geologi marini, stavano andando alla ricerca di rocce basaltiche da campionare, lungo la dorsale delle Galapagos a 2600 metri di profondità. Durante una manovra del braccio meccanico del batiscafo Alvin, videro due grandi anemoni di mare. Ma oltre l'acqua, illuminata dai fari dell'Alvin sembrava tremolare, come quando l'aria in lontananza, tremola sull'asfalto nei giorni caldi e afosi: "Fu così che arrivammo in vista di uno scenario incredibile. La formazione basaltica tipica degli assi delle dorsali è proprio molto squallida: monotoni campi di cuscini scuri tagliati da faglie e da spaccature, per metri quadrati non si trova un solo organismo. Eppure qui, vi era una vera e propria oasi. Scogliere di mitili e distese di bivalvi giganti ci apparvero nel tremolio dell'acqua insieme a granchi, anemoni di mare e ghiozzi. Le restanti cinque ore del tempo dedicato alla ricerca furono frenetiche [...] Lavorammo finché l'energia disponibile per le apparecchiature si esaurì"
Quel giorno furono osservate specie mai viste prima. Vermi tubicoli alti due metri e bivalvi giganti da 30 cm. Ma subito si palesò una domanda. In un deserto le oasi esistono grazie alla presenza di acqua. Qui in fondo al mare, cosa permette a queste oasi di esistere? Quale è l'ingrediente mancante che equivale all'acqua delle oasi dei deserti terrestri? La risposta a questa domanda giunse anni dopo, quando si comincio a capire l'ecologia delle sorgenti idrotermali profonde e la fisiologia degli organismi che vi vivono. Trattasi di organismi non solo termofili ma anche chemiosintetici.
LE BLACK SMOKER E LE WHITE SMOKER
Le sorgenti idrotermali profonde sono state classificate in diversi modi. Le white smokers sono le cosidette "fumarole bianche". Mentre le black somkers sono le "fumarole nere". Queste ultime emettono acqua surriscaldata, tanto che la temperatura può superare i 400 °C . Ma non si tratta di vapore, perchè la pressione elevata non permette il passaggio dell'acqua dallo stato liquido a quello di vapore. L'incontro di quest'acqua surriscaldata con quella dell'ambiente circostante a temperature prossime ai due gradi (valore medio), determina un brusco abbassamento della temperatura stessa e l'immediata precipitazione dei solfuri di ferro, che colorano di nero appunto la nube di acqua tremolante. Sono state misurate le concentrazioni di alcuni degli elementi contenuti all'interno delle fumaiole nere. Nel caso di quelle del Pacifico (E) è emersa una percentuale di zinco pari al 28%, di ferro al 43% e di rame al 6%. Le nubi nere di queste fumaiole hanno rivelato, grazie alle fotografie ad alta definizione, essere popolate da sciami di anfipodi. Le fumaiole nere possono superare l'altezza di 5 metri. Si trovano tutte lungo la dorsale atlantica, a profondità medie di 3800 m. Quindi sono dislocate a profondità maggiori rispetto a quelle del Pacifico. Alcune di queste strutture sono state prelevate dal fondo marino e sono state sezionate. Si trattava di camini spenti, privi di attività idrotermale e di qualsiasi comunità animale. La sezionatura ha permesso anche di evidenziare la natua dei depositi attorno alla fumaiola. Le fumaiole "giovani" sono ricche di anidridi (anhydride matrix, composte da zinco, rame, ferro e solfuri misti di rame e ferro). Le fumaiole mature sono invece leggermente diverse. Oltre alle pareti di anhydride matrix, troviamo solfuri di magnesio, silicio, e potassio. Le pareti sono spesso porose e l'acqua fuoriesce da qualsiasi punto della parete della fumarola.
Le fumarole bianche sono invece caraterizzate da emissioni di acque a temperature inferiori, comprese tra i 100 e i 300 °C. L'acqua che fuoriesce può essere limpida ma più spesso appare bianca e densa, infatti i solfuri di ferro e silice sono scarsi, mentre abbondano i solfuri di bario (BaSO4), responsabili della colorazione biancastra.
Esistono poi tipologie di fumarole con caratteristiche intermedie tra le black e le white smokers. Queste ultime possono poi evolversi in fumarole nere. Infatti l'acqua delle white smokers fuoriesce dalla bocca principale a temperatura più bassa perchè l'acqua di mare penetrando atraverso il fondale raffredda l'acqua che risale dalla sorgente. Nel tempo, grazie alla deposizione di solfuri e altri minerali il condotto di risalita può isolarsi dall'ambiente circostante e quindi viene meno il raffreddamento dell'acqua, che fuoriesce a maggior temperatura, determinando così l'evoluzione della fumarola.
GENESI DELLE HYDROTHERMAL VENTS
Per capire come nasce un camino idrotermale (o fumaiola, o ancora sorgente idrotermale), occorono un pò di nozioni di oceanografia. In un prossimo articolo approfondiremo alcuni concetti che ora vedremo, tuttavia è indispensabile sin da subito sapere cosa sia una dorsale oceanica. Lungo le dorsali oceaniche si ha fuoriuscita di magma basaltico che crea continuamente nuova crosta oceanica. Per esempio la dorsale medio-atlantica corre quasi ininterrottamente da sud verso nord. La formazione di nuova crosta oceanica comporta lo spostamento dei fondali oceanici, che poi si insinuano sotto le placche continentali . Per questo il continente americano si allontana da quello europeo. L'attività vulcanica delle dorsali, comporta ovviamente la risalita del magma che si insinua tra le fessure della crosta neoformata, e riscalda l'acqua che poi fuoriesce attraverso le sorgenti sottomarine. Man mano che il fondale si allontana dalla dorsale, l'attività idrotermale viene meno, l'acqua non si risalda più e la sorgente si esaurisce. Questo determina la morte dell'intera comunità che si era insediata nel corso degli anni. Nella figura sottostante sono riportate in nero le principali dorsali oceaniche, i numeri indicano le principali sorgenti idrotermali conosciute. Nella tabella sottostante l'immagine, si può poi risalire alla fauna dominante delle sorgenti indicate:

Le principali sorgenti idrotermali. Fonte: Handbook of deep-sea hydrothermal vent fauna -modificato-
BIBLIOGRAFIA
- Daniel Desbruyères, Michel Segonzac - Handbook of deep-sea hydrothermal vent fauna
- Cindy Van Dover - The ecology of deep-sea hydrothermal vents. Princeton University Press
- HYDROTHERMAL VENTS Parte II
- HYDROTHERMAL VENTS Parte III

Questo articolo è pubblicato sotto una Licenza Creative Commons
Ideazione: Pierfederici Giovanni - Progetto: Pierfederici Giovanni, Castronuovo Motta Nicola, Guadagnino Marcello.
Prima Pubblicazione 31 Lug 2006 - Testi e immagini riproducibili secondo le specifiche Creative Commons. Le immagini dei Collaboratori detentori del Copyright © sono riproducibili solo dietro specifica autorizzazione.
Si dichiara, ai sensi della legge del 7 Marzo 2001 n. 62 che questo sito non rientra nella categoria di "Informazione periodica" in quanto viene aggiornato ad intervalli non regolari
XHTML 1.0 Transitional – CSS