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Cod Art 0067 | Rev 00 | Data 19 Set 2008 | Autori Castronuovo M. Nicola

IL MARE ARTICO, L'ULTIMA FRONTIERA

L’ULTIMO ANGOLO DI MARE “INCONTAMINATO” SULLA TERRA, RISCHIA DI TRASFORMARSI IN UN MIRAGGIO

Da anni l’uomo sfrutta le risorse del mare in modo del tutto irrispettoso, sia per quanto riguarda la pesca che troppo spesso e senza controlli, viene praticata per pura speculazionei. Aggiungiamo una pesca che non considera i cicli fisiologici delle specie ittiche, otteniamo un risultato disastroso per l’equilibrio dell’ecosistema marino. Le coste e i litorali subiscono danni incalcolabili, devastati e sfruttati con l’edilizia selvaggia e da insediamenti industriali spesso fuorilegge per quanto riguarda il riciclo del materiale di lavorazione e depurazione delle acque di scarico, con idonei trattamenti, prima di essere gettati in mare, contribuendo in maniera pesante e dannosa alla salute.

Quasi ogni giorno sui giornali, leggiamo notizie negative che riguardano il mare. Non bastano più le migliaia di navi commerciali che incrociano i mari di tutto il mondo, causando spesso danni irreparabili, con naufragi che spesso si potevano evitare a causa delle negligenze di pochi o a volte di uno solo. Siamo costretti a subire in molti i disastri causati da queste tragedie, spesso impunite o condannate in maniera inadeguata alla proporzione dello scempio causato.

L’inquinamento delle acque, la pesca indiscriminata, le variazioni climatiche, continuano a recare danni all’intero equilibrio di questo vasto "mondo blu". Molte specie sono vicine all’estinzione o rischiano di esserlo nel medio, breve termine… e noi cosa facciamo?

Non troviamo di meglio che andare a profanare uno degli ultimi angoli di mare incontaminatoi.

Il Mar Glaciale Artico, anche se parlare di mare incontaminato è improprio. Tracce di metil mercurio sono state trovate nelle acque di questo mare. In acqua il mercurio è assorbito dal plancton, dove inizia il suo viaggio attraverso la rete alimentare. Abbondante pure il piombo, utilizzato fino a qualche anno fa nei carburanti, poi abolito con l'intruduzione della cosidetta benzina (poco) verde.

Chi pagherà le conseguenze di questo massivo prelievo di risorse? Quali invece le risorse alternative?

Non rimane che osservare le immagini subacquee di vita rigogliosa in un mare che anch’esso rischia di vedersi alterare gli equilibri raggiunti in milioni di anni di evoluzione. Quello che dobbiamo cogliere è lo splendore e la magnificenza degli esseri che popolano questi mari e gli Oceani di tutto il pianeta, con la consapevolezza che se non invertiamo al più presto alcune tendenze, queste immagini come altre, potrebbero presto diventare preistoria.