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Cod Art 0488 | Rev 00 | Data 17 Feb 2012 | Autore: Ottavio Luoni

 

   

 

IL MASSICCIO CARBONATICO E LA BARRIERA CORALLINA DEL CAMPO DEI FIORI

Il massiccio del Campo dei Fiori (mt: 1226 s.l.m.), è ubicato nel centro della Provincia di Varese, nel Nord della Lombardia, al limite tra la fascia collinare e quella montana. A sud delmassiccio vi si trovano delle colline moreniche che si sono formate durante le ultime glaciazioni, mentre a nord vi sono delle montagne costituite dalle successioni sedimentarie mesozoiche e dai granofiri permiani.
L'origine marina delle rocce sedimentarie di questo massiccio, è confermato dalla presenza di fossili marini, inglobati nei depositi affioranti; ad un attento esame, vi possiamo rinvenire vari organismi, come molluschi, cnidari, alghe ecc... che si sono depositati in un mare caldo e poco profondo, già esisteva nella zona ancora prima dell'orogenesi alpina. Ed è proprio grazie al corrugamento del fondo di questo antico bacino che si verificò l'innalzamento delle Alpi e delle Prealpi varesine.
Quindi il Campo dei Fiori, è costituito da un'enorme pacco di rocce sedimentarie calcaree dolomitiche e calcareo argillose, ben stratificate, che si sono depositate durante l'era secondaria e più precisamente in quel particolare lasso di tempo che i geologi chiamano triassico. All'inizio di questo periodo infatti, il mare cominciò ad avanzare in direzione est-ovest, occupando gran parte del territorio varesino.

Rocce sedimentarie Campo dei Fiori

Si trattò, per usare un termine scientifico, di una trasgressione marina: mentre il livello del mare si innalzava, la linea di costa arretrava verso l'interno. Questa situazione fa si che si formino bacini marini poco profondi, caratterizzati da un clima caldo e arido, creando condizioni ottimali per lo sviluppo e la diffusione di organismi marini particolari, come coralli, briozoi ed alghe calcaree. Lo sviluppo di questi organismi, grazie alla loro struttura calcarea, permise il fissaggio del carbonato di calcio nei sedimenti, che pian piano si depositavano in loco, sottoforma di calcari e dolomie.
Durante il triassico medio (anisico superiore), la trasgressione marina portò condizioni di sedimentazione su buona parte del territorio, anche se ebbe il suo massimo sviluppo durante il ladinico (237-228 m.a), con la formazione di scogliere coralline e piattaforme carboniche, simili a quelle oggi presenti in alcune aree oceaniche, come ad esempio l'arcipelago delle Bahamas, dove le isole e gli atolli sono costituiti appunto da queste tipiche formazioni.
Le piattaforme sono perlopiù costituite da organismi con gusci e scheletri calcarei, che vivevano a pochissimi metri di profondità, in condizioni ottimali di illuminazione. Da questo si deduce quindi, che le piattaforme carboniche sono ambienti marini sedimentari, ricche di carbonato di calcio, in condizioni climatiche prevalentemente di tipo tropicale o subtropicale, la cui forte evaporazione facilita non solo la precipitazione dei carbonati stessi, ma anche la biomineralizzazione dei gusci degli organismi presenti.

FORMAZIONI CARBONATICHE
Ora vediamo un po' più in dettaglio le formazioni presenti sul massiccio del Campo dei Fiori: la prima formazione che possiamo osservare è costituita dalla dolomia di S.Salvatore, che affiora a nord del massiccio. Successivamente, durante il periodo Carnico, il mare ricoprì tutta la zona varesina, instaurando condizioni idonee alla formazione di ampie lagune costiere che erano soggette ad emersione. In questo particolare ambiente si depositarono altri tipi di formazioni rocciose come la formazione di Cunardo e le marne del Pizzella.
Nel Triassico superiore (230-205 m.a.), il mare divenne più profondo, determinando la formazione di ampie piattaforme carboniche e piane di marea, ove si depositarono e si sedimentarono la dolomia principale e la dolomia a Conchodon, quest'ultima molto diffusa sulle pendici del monte Campo dei Fiori.

La dolomia principale è costituita da una roccia grigiastra, compatta, talora dalla struttura cavernosa, a volte ricca di resti di organismi fossili, tra i quali prevalgono i Megalodon, che sono molluschi bivalvi dalla forma particolare, che ricorda un cuore, oltre a piccoli e numerosissimi gasteropodi spesso turriculati (per esempio Worthenia), associati a numerose alghe giraporelle, come Diplopora versiculifera e da altre alghe appartenenti al gruppo delle Cianoficee. Queste ultime formavano dei grandi strati, spesso ondulati e increspati, oggi note con il nome di stromatoliti. Eesse sono, tra l'altro, le più antiche testimonianze della vita sulla terra e vi si trovano anche in formazioni di rocce antiche, datate anche 3 miliardi di anni fa.
La successione carbonica triassica, si chiude con la dolomia a Conchodon, una formazione rocciosa molto scistosa, di colore grigio nocciola, ricca di ooliti (sfere di dimensioni variabili, minimo di un millimetro), formatei da calcite precipitata chimicamente, attorno ad un nucleo formato da piccoli frammenti di natura organica.
La dolomia a Conchodon si è depositata in un ambiente di piattaforma carbonica ben ossigenata a bassa profondità, in presenza di acque calde e agitate. Nel massiccio del Campo dei Fiori, è ricca di fossili, con prevalenza del ben noto Conchodon infraliassicum, mollusco bivalve appartenente alla famiglia dei Megalodontidae, nonché da vari esacoralli come Thecosmilia clathrata.
Tra la fine del triassico (Retico) e l'inizio del giurassico (Hettangiano), la Lombardia e, di conseguenza, anche il territorio varesino, subirono un cambiamento morfologico e sedimentario; infatti si passò dalle scogliere tropicali, che caratterizzarono il precedente periodo triassico, ad un bacino marino molto profondo, con un notevole smembramento dei blocchi tettonici. Il super continente Pangea, iniziò a fratturarsi lungo faglie profonde, che lo divisero in due grossi blocchi: quello Settentrionale, detto Laurasia, (comprendente Europa e Asia), e quello Meridionale, detto Gondwana (comprendente Africa, Americhe, Arabia, India, Antartide e Australia). Questo grande evento, determinò quindi un cambiamento delle caratteristiche fisiche dell'antico mare della Tetide, che divenne un bacino marino profondo, caratterizzato da un'intensa attività tettonica (bacino Lombardo).
Le rocce deposte durante il giurassico inferiore, sono ben diverse da quelle precedenti, infatti sono costituite soprattutto da sedimenti calcarei neri o grigio scuro, ben stratificati, caratteristici di fondali profondi e anossici, molto ricchi di silice e di selce. La silice presente è di origine organica, infatti è costituita quasi interamente da gusci di microrganismi come radiolari, diatomee e spicole di spugne.
Questi depositi (calcare di Moltrasio), si possono osservare, sul Campo dei Fiori, sulla strada che porta alla stazione meteorologica e all'osservatorio astronomico, ubicati presso la sommità del monte. All'interno di questo deposito, è possibile osservare molti noduli di selce.

Cartellonistica Campo dei Fiori

All'inizio del periodo Cretaceo (140 M.a.), si depositò sul fondo dei bacini sedimentari una particolare roccia calcarea, di un colore biancastro, ricca di noduli di selce: la maiolica.
Le successive formazioni sedimentarie, posteriori al periodo Giurassico e Cretaceo, sul massiccio del Campo dei Fiori, non sono visibili, perché sono state ricoperte da successivi depositi morenici quaternari.
Nel quaternario, la zona presa in esame, è stata interessata da imponenti colate glaciali, che hanno determinato la deposizione di enormi quantità di detriti rocciosi, che sono andati a mascherare il substrato sottostante.
Questa particolare situazione geologica, spiega anche la singolare ricchezza di specie floristiche endemiche, presenti in zona. Infatti, essendo questi territori delle vere e proprie "isole calcaree" circondate da montagne cristalline o silicatiche, alcuni vegetali amanti del suolo calcareo e di una determinata altitudine, si sono isolate e rifugiate in questi luoghi da tempi remoti, ed ora non possono più diffondersi in altri ambienti a causa del substrato differente; esse costituiscono una delle principali attrattive botaniche, dei veri e propri "relitti glaciali".
In definitiva, quindi, possiamo concludere ed affermare che il massiccio del Campo dei Fiori è un piccolo scrigno, ricolmo di sorprese geologiche, naturalistiche e paleontologiche. Esse sono arrivate sino a noi impresse nelle sue rocce sedimentarie, ed è per questo importante motivo, allo scopo di tutelarle, alcuni anni fa sul territorio sopra descritto, è stato istituito, dalla provincia di Varese, un Parco Regionale Geologico e Naturalistico, ovvero il Parco Campo dei Fiori.

Fossili Campo dei Fiori