Testata

 

 

Cod Art 0131 | Rev 00 | Data 24 Mar 2009 | Autore M. Guadagnino

 

LA PESCA DEL PESCE SPADA, L'IMPERATORE DEI MARI

Spada

La pesca del pesce spada è sicuramente la più affascinante, sia per il metodo di pesca che per le dimensioni del pesce stesso. Può superare i 200 Kg e più, anche se con la riduzione degli stock ittici è sempre più difficile pescare esemplari di tali dimensioni. Il pesce spada (Xiphias gladius) può superare i 5 metri di lunghezza, il suo corpo è privo di squame, ha pinne dorsali e anali duplici e il peduncolo caudale fortemente carenato, muso slanciato, sottile, appuntito a forma di spada, che prende il nome di rostro. Si avvicina alla costa nei periodi prossimi all’estate per la riproduzione. Diversi pescatori aspettano il suo arrivo con ansia per andare a pesca di questo magnifico animale marino che è stato fino ad oggi e speriamo continuerà ad essere, una grande risorsa dei nostri mari.
La pesca al pesce spada è stata praticata con due sistemi di pesca: le spadare e i palamiti galleggianti. Le spadare, ormai bandite per la non selettivitità della pesca, sono un tipo di rete pelagica derivante, di cui esistono diverse "versioni", comunque vietate, usate dai pescatori del Mediterraneo. Si tratta di reti che vanno alla deriva in alto mare, spesso in acque internazionali, catturando e intrappolando qualsiasi tipo di animale, dalla sardina alla balena.

Tramaglio La rete alla deriva, infatti, non è tesa e gli animali che nuotano nei pressi generano correnti che "attirano" la rete che, fatalmente, intrappola tutto quel che si sposta nelle sue vicinanze. Per questo motivo le spadare sono state chiamate "muri della morte". L’altra tecnica di pesca che invece viene tutt’oggi praticata con ottimi risultati è la pesca con il palamito, attrezzo di pesca fortemente selettivo, utilizzato soprattutto nelle regioni del sud Italia, ove la pesca allo spada è maggiormente esercitata. In Sicilia, infatti, sono presenti i maggiori stock. Il palangaro può essere paragonato ad un lunghissimo bolentino armato con molti ami. Tale attrezzo da pesca, consiste, difatti, di un lungo cavo principale ("trave" o "lenza madre"), realizzato in nylon. Alla lenza madre, delle dimensioni di 140/160 mm sono legati ad intervalli regolari di circa 25/30 metri dei braccioli costituiti anch'essi di nylon, delle dimensioni di 100 mm. La lunghezza dei braccioli può variare dai 5 ai 10 metri. Alla lenza madre verranno legati dei galleggianti per permettere al palamito di disporsi in superficie facendo affondare soltanto i braccioli, a cui verranno legati ami d’acciaio molto robusti. La migliore esca per il pesce spada è rappresentata dallo sgombro, ma anche l’alaccia presenta ottime possibilità di cattura. Il palamito viene calato la notte e salpato al mattino, ore di caccia del pesce. Vengono calati dai 1.000 ai 10.000 ami, ovviamente all’aumentare degli ami aumentano le possibilità di cattura.

 

Struttura di un palamito gallegiante

Gallery