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Cod Art 0166 | Rev 01 del 14 Gen 11, 02 del 17 Feb 14 | Data 30 Mag 09 | Autore Guadagnino Marcello

 

L'AREA MARINA PROTETTA DI PORTOFINO

Portofino

L'area marina protetta di Portofino è stata istituita con il decreto del Ministero dell'Ambiente del 26 aprile 1999; comprende i Comuni di Camogli, Portofino e S. Margherita Ligure. L'istituzione delle aree marine protette è prevista da due leggi nazionali: disposizioni per la Difesa del Mare (n. 979 del 31 dicembre 1982) e Legge Quadro sulle aree protette (n. 394 del 6 dicembre 1991). Le finalità delle aree marine protette sono sia di tutela degli ambienti e delle risorse del mare sia di promozione e valorizzazione delle attività economiche locali, purché compatibili con la rilevanza naturalistica e paesaggistica dell'area.

Cristo degli Abissi La costa di Portofino

Il Cristo degli Abissi. A destra, la costa.

L'AREA
L' Area Marina Protetta di Portofino è un paradiso tutto da scoprire, e per farlo non c’è niente di meglio che una visita.
Il promontorio di Portofino è noto soprattutto per ospitare la celebre località turistica della cittadina omonima, palcoscenico del celebre film “La dolce vita” di Federico Fellini.
Da Genova verso Levante, costeggiano tutta la fascia costiera, si incontra l’affascinante borgo marinaro di Camogli dove ha inizio il tratto di mare protetto dalla riserva. L'area marina protetta di Portofino è stata istituita con il decreto del Ministero dell'Ambiente del 26 aprile 1999 e comprende i Comuni di Camogli, Portofino e S. Margherita Ligure.


LE SPIAGGE
La costa dell'Area Marina Protetta di Portofino è per gran parte rocciosa, eccezion fatta per alcune rare spiagge di ciottoli e di sabbia finissima. In questi luoghi non è presente la flora particolare, tipica delle spiagge sabbiose più ampie, ma possono essere presenti insetti, ragni e pseudoscorpioni, associati ai detriti vegetali giunti sulla spiaggia. Tra questi il dermattero Anisolabis maritima, che si trova sulle foglie morte di Posidonia oceanica o sulle alghe spiaggiate e, dove il litorale è sabbioso, nei punti meno disturbati dalla presenza umana. La pulce di mare o Talitrus saltator, ormai sempre più rara, è un crostaceo anfipode la cui presenza è denunciata dalle piccole perforazioni che produce sulla battigia.
La morfologia della costa risulta essere molto diversificata. Da tratti di costa uniforme a prepotenti scogli che si infrangono dal mare dal basso verso l’alto. Nella zona costantemente bagnata dal mare, sotto a quella interessata dalle maree, si sviluppano le alghe brune del genere Cystoseira.

L'AMBIENTE MARINO
Uno dei siti più importanti dell’AMP è sicuramente lo Sperone di Punta Chiappa, sotto cui si trova la Secca dell’Isuela. La secca Riccioladell’Isuela ha una profondità che varia dai 45 ai 13 metri, ed è possibile osservarvi foreste di gorgonie rosse.
Il cappello della secca situato a 13 metri di profondità ospita diversi animali marini, tra cui polpi e murene. Non è difficile l’incontro con cernie, aragoste ed astici. Nella stagione più calda è facile osservare il passaggio dei grandi pelagici, come tonni e ricciole.
Altro sito di interesse è l’Altare, un lungo canyon situato a circa 30 metri di profondità, che ospita colonie di corallo rosso. L’AMP offre ben 18 punti di immersione , le più affascinanti sono sicuramente quella della Colombara, subito ad est di San Fruttuoso, dove si incontrano grotte con cunicoli. Altra immersione da non perdere è quella del Cristo degli Abissi (vedi foto sopra), sempre a San Fruttuoso. La statua venne posata nel 1954 e da allora è divenuta meta di immersioni di subacquei di tutto il mondo, che lo hanno eletto a protettore dei subacquei e di tutti i caduti in mare. La statua è stata restaurata e di nuovo posta sul fondale il 17 luglio 2004. L’istituzione dell’AMP ha consentito un incremento della fauna marina soprattutto in una zona tanto frequentata da un turismo strettamente legato alle attività del mare.

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Diverse specie di meduse si incontrano pinneggiando tra le acque dell’AMP. Tra quelle più pericolose certamente Pelagia noctiluca che Polmone di marepuò provocare gravi traumi ai malcapitati. Ben poco o quasi per nulla urticante, Rizhostoma pulmo (foto a lato), una medusa compatta e biancastra, che si osserva spesso lungo la costa.
Diversi anche i pesci pelagici che si avvicinano alla costa come acciughe e aguglie spesso inseguiti da predatori come sgombri, palamite e ricciole. Un pò più in profondità si possono osservare grossi rami di gorgonie e rami di corallo, spesso accompagnati da re di triglie e nudibranchi coloratissimi. Con un pò di fortuna si ha la possibilità di incontrare squali come la verdesca, trigoni e aquile di mare. Si possono avvistare, seppur raramente, esemplari di Caretta caretta.
L’Area Marina Protetta di Portofino è all’interno del Santuario dei Cetacei, una zona, purtroppo, non più particolarmente ricca di delfini e balene. Ma non è raro osservare tursiopi (Tursiops truncatus), stenelle (Stenella ceruleoalba) e delfini comuni (Delphinus delphis) che nuotano nelle acque lungocosta. Anche la balenottera comune ed il capodoglio vengono a volte segnalati sotto costa.

Tursiopi

LA NAUTICA
Nella Zona A è vietata la navigazione, nonché l'ancoraggio e l'ormeggio.
Nella Zona B è consentita la navigazione con l'utilizzo di remi o a vela. I natanti (ogni unità da diporto avente lunghezza f.t. non superiore a mt. 10.00 e non iscritta al registro) possono navigare nell'area protetta con velocità non superiore a cinque nodi. Le imbarcazioni da diporto (lunghezza fuori tutto non superiore a mt. 24) possono accedere esclusivamente al solo fine di raggiungere, con rotta perpendicolare alla costa, ad una velocità non superiore a cinque nodi, gli ormeggi. (S. Fruttuoso).
L'ormeggio è consentito alle unità da diporto avente lunghezza f.t. non superiore a mt. 7,50 presso i gavitelli nei seguenti siti: Cala degli Inglesi, S. Fruttuoso (lato destro), Punta Chiappa; alle imbarcazioni presso i gavitelli nel sito di S. Fruttuoso (lato sinistro). Al fine di preservare il fondale non è consentito ancorare (Art.31, comma 2 del Regolamento dell'A.M.P.).
Nella Zona C la navigazione è consentita con l'utilizzo di remi o a vela. I natanti (ogni unità da diporto avente lunghezza f.t. non superiore a mt. 10,00 e non iscritta al registro delle imbarcazioni) possono navigare nell'area protetta con velocità non superiore a cinque nodi, invece le imbarcazioni da diporto (lunghezza fuori tutto non superiore a mt. 24) possono accedere esclusivamente al solo fine di raggiungere, con rotta perpendicolare alla costa ad una velocità non superiore a cinque nodi, il punto di ancoraggio. Fino alla completa individuazione e predisposizione di zone di ormeggio regolamentate da parte del Soggetto gestore, è consentito l'ancoraggio in tale zona con le modalità e nelle zone di seguito riportate:

Imbarcazioni a Portofino

IL MARE

Crinale Capodimonte

Il crinale roccioso che divide la Cala dell’Oro dalla Baia di San Fruttuoso di Capodimonte (XI Secolo), in Comune di Camogli. Sulla sommità del crinale, nel 1562 venne costruita la torretta di guardia a difesa dagli attacchi dei pirati barbareschi, e che è ancora oggi visibile.

Monte Antola Conglomerato del Monte di Portofino

La parete con le caratteristiche pieghe del Calcare del Monte Antola, sotto il Castellaro, in Comune di Camogli. A destra, la costa composta dal Conglomerato del Monte di Portofino, nei pressi della località Vitrale, in Comune di Portofino Mare.

Cantari Ofiuridi

Un piccolo banco di cantari o tanute (Spondhiliosoma cantharus), nuota nel blu insieme a numerosi saraghi di tutte le specie. A destra, coppia di ofiure in uno dei tanti anfratti dell’AMP di Portofino.

 

CARATTERISTICHE AMP DI PORTOFINO

 
 

Regione: Liguria
Provincia: Genova
Comuni: Camogli, Portofino, Santa Margherita Ligure
Estensioni: 346 ettari
Istituzioni: DM 26/04/1999.
Ente gestore: Consorzio tra Provincia di Genova, Comuni e Università di Genova