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Cod Art 0114 | Rev 01 del 03 Apr 2013 | Data 01 Mar 2009 | Autore Marcello Guadagnino

 

   

 

POSIDONIA OCEANICA "Croce e Delizia" delle nostre coste

Foto1Diversamente da come si possa pensare, quell'ammasso vegetale maleodorante che vediamo spiaggiato dopo forti mareggiate, non è da associare a delle alghe, bensì alle foglie cadute di piante superiori. Comunemente chiamata Posidonia, questa fanerogama marina vive nel piano infralitorale (da 0 a 40 metri), ovvero dove arriva ancora il 10% della radiazione solare superficiale. Si insedia su substrati mobili, talvolta misti tra sabbia e fango, intrappolando i sedimenti in una struttura fibrosa chiamata matte (costituita da una trama di radici, rizomi e sedimento).
Forma delle vaste praterie ricche di vita, che brulica sotto le verdi foglie. Le foglie della Posidonia attenuano l'azione del moto ondoso,mentre la matte riduce la pendenza della spiaggia sommersa.
Nota anche come "Ii polmone del Mediterraneo" per la quantità di ossigeno prodotta, costituisce una vera e propria comunità climax,
ovvero il culmine di un processo di mutazione dell'ambiente fisico.
Ci si accorge di questa pianta soprattutto durante l'inverno, quando guardando il litorale, scorgiamo le foglie della Posidonia spiaggiate, trasportate dal moto ondoso sino a riva. Queste foglie, che visibilmente ricoprono il litorale, formano una struttura detta "banquette". La presenza di queste strutture scoraggia i turisti e in generale la maggior parte dei fruitori di quel tratto di mare poiché considerato "sporco".
Sovente, le amministrazioni tendono a rimuovere le banquette di Posidonia dopo le richieste dei turisti per renderle più gradevoli e pulite. Questo lavoro viene effettuato tramite mezzi meccanici, che asportano oltre alle foglie, anche grandi quantitativi di sabbia arrecando seri danni al litorale.

Il problema è stato già affrontato e regolamentato in Australia, dove vi sono delle vaste praterie di Posidonia. La rimozione delle banquette in inverno e primavera priva le spiagge della protezione delle banquette, esponendole a modificazioni dovute all'azione delle mareggiate. La rimozione deve essere pianificata nel periodo estivo, in cui è minore la probabilità che si verifichino eventi meteomarini estremi. Bisogna quindi portare avanti una campagna si sensibilizzazione verso i turisti e tutti coloro che usufruiscono dei litorali. Una buona regolamentazione e un po' di buon senso, possono ancora aiutare l'ecosistema a riprendersi.

Foto2

Posidonia piaggiata sul lungomare di Marinella di Selinunte (TP)

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