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Cod Art 0171 | Rev 01 del 25 Mar 2013 | Data 08 Giu 09 | Autore Marcello Guadagnino

 

   

 

IL PARAPANDOLO DI USTICA
Una "medicina naturale" per cuore ed arterie

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Nelle profondità marine dell’isola di Ustica, vive una specie di gambero chiamata parapandalo rosa (Plesionika narval, Fabricius 1787), particolarmente apprezzato in cucina su tutta l'isola e non solo. Da recenti indagini, portate avanti dal Centro di Ricerca per l’Ambiente Marino di San Benedetto del Tronto (Unicram), si è potuto appurare che oltre a essere un prodotto apprezzato culinariamente il parapandalo ha delle caratteristiche organolettiche eccellenti.
Il primo studioso a classificare la specie in questione, Fabricius, la definì Pandalus narval. Plesionika narval è un gambero di piccole dimensioni. In Italia la specie è comunemente conosciuta con il nome di parapandalo rosa, per via alla colorazione rossa e per la presenza sull'addome di bande longitudinali parallele di color rosso scuro, più accentuate nel quinto e sesto segmento. L'addome è rosa pallido, con strie longitudinali più scure. Il parapandalo, dal lungo rostro, relativamente diffuso nel Mediterraneo occidentale, ha il suo habitat ideale nel suggestivo ambiente delle grotte oscure sottomarine. La predilezione per questi ambienti rende il gamberetto rosa delle caverne molto difficile da pescare con le reti, sia a strascico sia da posta.

La pesca del Parapandalo

Foto2Per questa ragione, i pescatori dell’ isola di Ustica, da sempre utilizzano un sistema alternativo alle reti, ma altrettanto antico ed efficace: la nassa. Quella usata per la pesca al parapandalo è una struttura intrecciata di giunco e mirto; ha la forma di una grande zucca e un'apertura a imbuto - la bocca - che consente un facile ingresso alla preda, attirata dall'esca posta all'interno, ma ne ostacola l'uscita.

Viene costruita dai pescatori, interamente a mano, nei mesi invernali, quando la pesca vera e propria si ferma. L'abilità e l'impegno richiesti dalla costruzione delle nasse e la bassa produttività di questo metodo di pesca scoraggiano i giovani pescatori.

La pesca del parapandalo non si è evoluta, gli operatori della piccola pesca continuano ad andare a pesca del parapandalo con 20/40 nasse per imbarcazione.

Tra i risultati che più si evincono nelle analisi di Plesionika narval, osserviamo la componete lipidica di acidi polinsaturi, la presenza di omega 3, correlati alla diminuzione delle malattie coronariche in pazienti che hanno gia avuto problemi al cuore, e un ottimo rapporto tra omega 3 e omega 6, che è pari a 5.5.
Anche l'analisi dei carotenoidi ha evidenziato la presenza di astaxantina, un antiossidante molto potente, addirittura 100 volte di più del betacarotene. Da sottolineare, l'assenza di xenobiotici nel gamberetto parapandalo, pescato all’ interno dell'Area Marina Protetta, denominata zona C, nel tratto di mare denominato "sicchitello", pertanto l'istituzione dell'AMP ha contribuito a preservare la specie da alterazioni di tipo biochimiche e/o tossicologiche.

Foto3 Foto4 Fotografie di M. Guadagnino

PROFILO NUTRIZIONALE

g/100 g di parte edibile fresca

Grammi

DATI NON DISPONIBILI

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