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Cod Art 0060 | Rev 00 | Data 03 Set 2008 | Autore Pierfederici Giovanni

 

   

L'AREA MARINA PROTETTA DI CAPO RIZZUTO

Foto1Per la prima volta, durante questa lunga estate del 2008, ho avuto modo di visitare l'area marina protetta di Capo Rizzuto, nata ufficialmente con Decreto Ministeriale il 27 dicembre 1991. La zona è raggiungibile da nord attraverso l'autostrada A14; dall'uscita di Taranto occorre seguire le indicazioni per Metaponto lungo la s.s. 106 e proseguire praticamente senza mai svoltare in direzione Crotone, Catanzaro e Reggio Calabria. Il percorso da Taranto a Capo Rizzuto è lungo, ma si attraversano molti paesi e si gode a tratti di una bella vista sul mare. Per chi scende dal lato tirrenico, può arrivare o attraverso la Salerno-Reggio Calabria e uscire a Lamezia, per poi proseguire in direzione Catanzaro attraverso l'autostrada dei Due Mari, fino ad arrivare a Catanzaro Lido, per poi riprendere verso nord in direzione Crotone per altri 50 Km circa. Oppure per chi ama il viaggio lento e per chi vuole godersi ottimi panorami, potrebbe scendere attraverso la s.s. 18 e uscire sempre a Lamezia e prendere per Catanzaro Lido.

L'area protetta si estende per circa 13.500 ettari e comprende un tratto di costa di 36 Km, nel comprensorio dei comuni di Crotone e Isola di Capo Rizzuto. La costa si presenta alquanto variegata, con molte insenature e tratti a strapiombo sul mare e spiaggette facilmente raggiungibili. All'interno dell'area protetta, si distinguono tre zone di tutela. La zona A (Capo Colonna, Capo Cimiti e la zona antistante Capo Bianco) è Riserva Integrale, ove sono vietate la balneazione, le immersioni con e senza autorespiratore, la navigazione, l'accesso, l'ormeggio e l'ancoraggio di qualsiasi tipo di imbarcazione. Vietata la pesca sportiva e professionale. Solo nella zona antistante Capo Cimiti sono consentite visite guidate disciplinate dall'Ente Gestore dell'area protetta. La zona B è Riserva Generale e comprende il tratto di costa che va da Capo Donato a Barco Vercillo, qui è vietata la pesca subacquea, mentre è consentito tutto il resto (disciplinato dall'Ente Gestore), purchè la navigazione a motore non superi la velocità massima stabilita di 5 nodi. Infine la Zona C è Riserva Parziale e comprende l'area antistante la precedente Zona B. Nella figura sottostante è possibile vedere le tre zone di Riserva. L'area antistante Capo Colonna è Zona A, ma per motivi di spazio non è riportata in figura.

Mappa
MAPPA SEMPLIFICATA DELL'AMP DI CAPO RIZZUTO

La spiaggia, in alcuni tratti, per esempio a Capo Piccolo, si presenta ben conservata, nonostante il turismo dei mesi estivi. Le prime dune sono subito colonizzate da specie arbustive come quelle del genere Tamarix, mentre la zona retrodunale presenta pinete e macchia mediterranea (Bosco Soverito). Manca la zona delle dune embrionali, poichè è stata spianata per far spazio alle spiagge attrezzate. Alla base delle prime dune è possibile rinvenire specie rare come il Pancratium maritimum (foto 1), meno rare come l'Eryngium maritimum (foto 2) e altre specie esotiche e invasive.

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Recinzioni alla base delle prime dune (Capo Piccolo)

Le Castella

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A sinistra, Blocco di calcaree conservato presso Le Castelle, con fori di Lipotomi e esacoralli coloniali. "Terrazzo Marino di Le Castelle, quota 5-10 metri s.l.m. Pleistocene superiore, circa 85.000 anni fa. A destra, Costa a falesie di Capo Colonna.

Consigliamo senza meno una visita al bellissimo castello aragonese di Le Castella, dal quale è possibile ammirare un panorama sullo Ionio che lascia senza fiato.

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