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Cod Art 0389 | Rev 01 del 16 gen 2014 | Data 07 Mar 2011 | Autore Nicola Castronuovo

 

   

IL PARCO NATURALE LOMBARDO VALLE DEL TICINO

Mappa Ticino

Con l'arrivo delle belle giornate e delle temperature più gradevoli, cresce in noi la voglia di trascorrere il tempo libero all'aria aperta. Non ci resta allora che munirci di macchina fotografica e raggiungere la località prescelta.
Noi di biologiamarina.eu, amiamo tutti i luoghi ove la natura è la protagonista assoluta, preferendo località dove l'elemento principale è l'acqua. In questo caso ci siamo recati lungo le sponde del fiume Ticino che attraversa due regioni, la Lombardia e il Piemonte, e diversi comuni, con scenari naturali unici, dandoci la possibilità di ammirare uno spettacolo della natura ed osservare numerose specie animali. La vegetazione ripariale spesso è integra, e i boschi arrivano a lambire le sue sponde.
Naturalmente non abbiamo percorso l’intero tratto fluviale, ma abbiamo scelto un luogo, uno dei tanti, che non risulta essere totalmente circondato dalla natura, ma presenta presidi antropici che sono ben integrati con la selvaggia natura dei luoghi, rendendo il percorso ancor più affascinante, che risulta essere percorribile sia a piedi sia in bicicletta.
Il tratto percorso si snoda all'interno di un parco naturale, che è quello della Valle Lombarda del Parco del Ticino, uno dei parchi Regionale più antico in assoluto. Istituito nel 1974, si trova interamente in Lombardia, ed interessa nella sua complessità le provincie di Milano, Pavia e Varese, in un’area di oltre 91.000 ettari tra il Lago Maggiore ed il fiume Po.
Raggiunto il nostro punto di partenza, che si trova nei pressi di un camping, vicino al Comune di Golasecca, in Provincia di Varese lasciamo l’auto e percorriamo un sentiero sterrato ben tenuto che si sviluppa per circa 1 km, e costeggia il primo tratto del fiume in un ambiente naturale dove la pace regna assoluta. Il secondo tratto prosegue in strada asfaltata, in prevalenza pedonale, dove la presenza antropica si mescola in modo suggestiva con il paesaggio circostante.

Sentieri Ticino
Tratto pedonale lungo le sponde del fiume

Ville del Ticino

Percorrendo la passeggiata, si incontrano scorci incantevoli dove è possibile ammirare splendide ville d’epoca. Lungo il tragitto vi sono panchine in legno, adatte a chi voglia riposarsi ed osservare gli animali che abitano le sponde del fiume.
Naturalmente la stagione estiva, per via delle giornate più lunghe, rappresenta il periodo ideale per visitare luoghi come questo, ma è durante l' inverno che è possibile assaporare una quiete maggiore, magari in una bella giornata di sole come quella trascorsa dal sottoscritto, e che bacia l’intero percorso, terminato nella cittadina di Sesto Calende.
Un piccolo borgo dove spesso, nei giorni festivi, nella piazzetta adiacente il fiume, si possono acquistare nelle bancarelle i prodotti tipici delle aziende agricole, o visitare i negozi nelle viette del centro, o fermarsi in uno dei tanti ristoranti e gustare i prodotti regionali.
Da questa località, si raggiunge il vicino Lago Maggiore, in pochi minuti d’auto, o con il battello, che trasporta i visitatori dal fiume alla parte terminale del Lago Maggiore, verso la località di Angera, dove svetta, su di un colle, un'imponente rocca, con la presenza al suo interno, di un ricco museo dedicato alla bambola. Da qui poi si possono raggiungere altre località, sempre con il battello, oppure proseguendo in auto per percorrere l’altra sponda del lago, sul versante piemontese e visitare Arona, con le sue splendide viuzze del centro e la bella passeggiata al lungolago.


Mercato Sesto Calende Imbarcazione Sesto Calende
Sopra, a sinistra, il mercato di Sesto Calende; al centro una imbarcazione; a destra, sponda del fiume, sempre presso Sesto. Qui sotto, l'imponente rocca di Angera.
Rocca di Angera

Nelle acque del fiume Ticino sono presenti oltre 35 specie ittiche, fra cui il luccio,il lucioperca, l'alborella, la carpa, l'anguilla, il barbo, la trota, il persico etc. Fra gli uccelli che frequentano il percorso d’acqua, troviamo il martin pescatore, lo svasso, la folaga, la gallinella d’acqua, il germano reale, il cigno e gli immancabili gabbiani.

Covata del cigno Folaga
Sopra, a sinistra, uova di cigno e (a destra), nido di folaga.

Percorrendo invece i tratti boschivi del parco, è possibile osservare il picchio, il cuculo, la ghiandaia, il pettirosso, il merlo, il fringuello, la garzetta, l’airone cenerino, l’airone rosso, la sgarza ciuffetto e la nitticora, che frequentano i margini del bosco verso la zona umida, per queste ragioni è importante - e consigliamo - essere muniti di macchina fotografica.
I predatori diurni e notturni, anch'essi numerosi, si possono osservare al limitare del bosco. E' possibile imbattersi con rapaci che sfrecciano a pelo d'acqua come la poiana, lo sparviero, il gheppio, il falco pellegrino e il falco pescatore.
Naturalmente, tra i mammiferi, ricordiamo la volpe, il cinghiale (nei boschi sono entrambi incontri frequenti), e sulle sponde del fiume le immancabili nutrie, che si osservano con una certa facilità.
I percorsi e gli itinerari sono numerosi, ed è possibile percorrere l’intero tratto fluviale camminando anche più giorni, in una natura incantevole che meriterebbe di essere osservata in ogni stagione dell’anno.

Cigni e gabbiani Germani reali
A sinistra, cigni e gabbiani in competizione per il cibo offerto dai visitatori; a destra, femmine di germano reale, alla ricerca di cibo nelle zone ricche di vegetazione.

 

STORIA DEL PARCO LOMBARDO DEL TICINO
Il Parco del Ticino, il primo parco fluviale istituito in Europa, nacque con il preciso scopo di salvaguardare la valle che allora era presa di mira dalla crescente speculazione edilizia, e che portò alla conurbazione (unione) di Corsico con Milano, nonché di Sant'Ambrogio e Santa Maria delle Grazie, un tempo isolate nel verde, meta di turisti che la domenica partivano con il tram numero 19, ora tutt'uno con la grande metropoli. La gente del luogo non voleva che il Ticino si trasformasse nel fiume nero (l'Olona, per intenderci), ma desiderava rimanesse blu. Così si impedì alla metropoli, grazie ad un movimento di opinione contro l'inquinamento, nato a Pavia nel 1967, di mangiarsi i boschi e le bellisisme zone che ancora oggi è possibile ammirare. Il parco ebbe il suo primo riconoscimento nel 1974, ma fu nel 1980, dopo lunghi travagli, che il Piano Territoriale di Coordinamento (PTC), realizzato da un consorzio di 46 comuni e da tre province, permise di ottenere il Visto definitivo per l'istituzione del parco.
Il Ticino, come tutti i fiumi, non è sempre gentile con gli abitanti della zona, e quando le piogge cadono con irruenza, le piene sversano acqua al di la delle sponde, formando rami secondari, simili a stagni. Sono le famose lanche. Oggi però, come accade ovunque, il fiume subisce moltissimi tentativi di canalizzazione, attraverso la costruzione delle prismate, grossi massi di cemento che impediscono alle acque di straripare. Altre problematiche, molto evideni negli anni '80 sono state le cave in alveo, che hanno distrutto la macchia dei ghiaioni, le sponde e anche i luoghi vicini. Le cave sono state fortunatamente chiuse anni fa.
Suggeriamo di visitare il Ticino a piedi o in bicicletta, abbandonando le rumorose automobili ai confini del parco stesso, e magari farsi un giro con le caratteristiche barcè, barca lunga e stretta con la carena piatta e spinta da una pertica da puntare sul fondo melmoso delle lanche. I boschi e le foreste attorno al fiume, sono ciò che rimane dell'antica foresta planiziale dell'intera pianura Padana. Disboscata dapprima dai romani con le centuriazioni dell'89 d.C., nel Medioevo non vennero ulteriormente attaccate, perchè i Longobardi eressero Pavia centro del loro regno, e consideravano sacro il fiume Ticino. Successivamente, i Franchi e i Carolingi difesero le foreste rimaste, e vennero utilizzate come riserve di caccia. Poi con i Visconti e gli Sforza, tornò l'agricoltura, la bonifica delle paludi e il disboscamento. Ciò che rimase dopo, è in sostanza il paesaggio che possiamo ammirare anche oggi.
Estensione del Parco: provincia di Varese: 30.026 ettari; provincia di Milano: 23.927 ettari; provincia di Pavia 40.687 ettari.
Fauna: 48 specie di mammiferi; 200 specie di uccelli di passo e 107 specie nidificanti; 45 specie di pesci.

LA RIFORMA DEI PARCHI

La Giunta Regionale Lombarda, ha approvato il 1° febbraio, il progetto di legge di riforma delle aree protette - PDL 76 “Nuova organizzazione degli enti gestori delle aree regionali protette e modifiche alla legge regionale 30 novembre 1983, n. 86 (piano generale delle aree regionali protette. norme per l’istituzione e la gestione delle riserve, dei parchi e dei monumenti naturali, nonché delle aree di particolare rilevanza naturale e ambientale”. A quasi trent’anni dall’entrata in vigore della legge regionale quadro in materia di aree protette, il sistema lombardo vede oggi la presenza di 24 parchi regionali, distinti tra fluviali, montani, di cintura metropolitana, agricoli e forestali; 87 parchi di interesse sovracomunale; 63 riserve naturali; 30 monumenti naturali. Più recentemente a queste aree protette si sono aggiunti 193 Siti di Interesse Comunitario (SIC) e 66 Zone di Protezione Speciale (ZPS), che costituiscono la rete Natura 2000, istituita da Regione Lombardia in collaborazione con l’Unione europea. L’insieme di questo sistema consente di tutelare il 30% del territorio lombardo.  Sono due i campi di intervento dichiarati nel progetto di legge; il primo è quello relativo alla governance, il secondo riguarda l’efficienza gestionale, la riduzione della spesa e la semplificazione I presidenti delle aree protette di Lombardia da diversi anni seguono le proposte di riforme elaborate da Regione Lombardia. In questi mesi, a seguito delle disposizioni contenute nella manovra finanziaria estiva (2010), hanno proposto osservazioni, suggerimenti e segnalato le criticità che investono l’intero sistema al fine di contribuire a una proposta legislativa di riforma coerente con le disposizioni del Consiglio Regionale e nel rispetto delle norme nazionali, atta al rilancio del mondo dei Parchi. In questa sezione del sito del Parco del Ticino mettiamo a disposizione i documenti ufficiali sia del Parco del Ticino sia del Coordinamento regionale di Federparchi, di cui Milena Bertani è presidente.

SITOGRAFIA