Testata Mondo Squalo

 

 

Cod Art 0335 | Rev 08 del 04 Apr 2011 | Data 09 Ott 2010 | Autore: Staff

 

   

IL MONDO DELLO SQUALO

Le ultime dal mondo degli squali

Strage di squali a Sharm Shark Finning

 

NASCITE A CICLO CONTINUO DI SQUALETTI ALL’AQUARIUM MONDO MARINO 10 Febbraio 2012
Leggi l'articolo!
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IBRIDO DI SQUALO NELLE ACQUE AUSTRALIANE? 05 Gen 2012 Vedere rettifica qui
Squalo pinna nera ibridoI ricercatori australiani della James Cook University e del Queensland Department of Primary Industries and Fisheries, hanno annunciato di aver scoperto il primo ibrido di squalo al mondo nelle acque dell'Australia.
L'ibrido è il frutto dell'accoppiamento tra squali pinna nera australiani (Carcharhinus tilstoni) e i pinna nera comuni (Carcharhinus melanopterus). "Si tratta di una scoperta senza precedenti, con implicazioni per l'intero mondo degli squali - ha detto Jess Morgan, un ricercatore dell'Uiniversità del Queensland - È davvero sorprendente, perché nessuno aveva mai visto prima ibridi di squalo; questo non è un evento comune nemmeno con uno sforzo d'immaginazione. Questa è l'evoluzione in atto".
Colin Simpfendorfer, della James Cook University, ha spiegato che "gli studi iniziali suggeriscono che la specie ibrida sia relativamente robusta. Sono stati censiti in tutto 57 esemplari".
L'eccezionale scoperta è avvenuta durante i lavori di catalogazione della fauna della costa orientale dell'Australia, 1.200 miglia tra il New South Wales e il Queensland.
Lo squalo pinna nera australiano è leggermente più piccolo rispetto al pinna nera comune e può vivere solo nelle acque tropicali, ma la prole ibrida è stata trovata a 2.000 chilometri più a sud, in mari più freddi. Secondo gli scienziati questo significa che lo squalo pinna nera australiano si starebbe adattando.
"Se si ibrida con la specie più comune, può effettivamente spostare il suo areale più a sud, nelle acque più fredde, quindi l'effetto di questa ibridazione è l'espansione del suo areale - sottolinea Morgan - il che permette ad una specie limitata ai tropici di trasferirsi in acque temperate". Gli ibridi di solito sono sterili, ma in questo caso gli squali possono riprodursi tra di loro ed anche con le altre due specie.
Il team dei ricercatori sta indagando sul Global Warming e la pesca come possibili "inneschi" di questa ibridazione e effettuerà ulteriori mappatura genetiche per verificare se si trattava di un processo appena scoperto ma di vecchia data o di un fenomeno più recente.
Simpfendorfer spiega le possibili ricadute della scoperta: "Se l'ibrido risulterà essere maggiormente adattabile, potrebbe eventualmente sopravvivere alle specie genitrici. Non sappiamo se questo sia il caso, ma di certo, ora che possiamo vedere la roadmap genetica che abbiamo realizzato, sappiamo che si riproducono e che ci sono più generazioni di ibridi. Certamente sembra che siano esemplari abbastanza in forma".
Gli ibridi sarebbero già straordinariamente abbondanti in 5 zone, rappresentando in alcune aree fino al 20% delle popolazioni di squali pinna nera e, Morgan, è convinto che questo non avvenga a scapito di una singola specie dei due squali pinna nera.
Simpfendorfer evidenzia che lo studio, pubblicato su Conservation Genetics"potrebbe sfidare le idee tradizionali su come gli squali abbiano continuato ad evolversi".
Alla domanda se ci sia il rischio della comparsa di un "megasqualo" Simpfendorfer ha risposto: "Non credo che ci sia un qualche problema di questo tipo, entrambe le specie non sono considerate un pericolo per gli esseri umani. Dato che hanno la stessa morfologia di una e dell'altra specie genitice, non dovremmo vedere alcun tipo di cambiamento percepibile, là fuori, nell'oceano". Fonte: GreenReport. Vedere anche Squali ibridi, Global Warming e ricerca scientifica.
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SETTIMANA EUROPEA DELLO SQUALO: I GRUPPI NEL MONDO 15 - 23 Ott 2011
Riportiamo di seguito alcuni gruppi sparsi nel mondo che si occupano di squali e della loro salvaguardia. L'elenco non è completo e verrà aggiornato periodicamente.

Settimana Europea dello Squalo Global Shark Conservation Shark in Deep Trouble Global Shark Assessment Global Shark Conservation Iniative Shark Specialist Group IUCN Ocean Futures Society Shark Defenders Shark Saverr Inc. Shark Research Institute Shark Savers Shark Trust Tropical Research Conservation Centre Shark Project Oceana Sharks Settimana Europea dello Squalo Stop Shark Fishing
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LO SQUALO MARTELLO 17 Ott 2011
Anche quest'anno si celebra la Settimana Europea dello Squalo e, per l'occasione, i membri di Shark Alliance e di altre organizzazioni promuovono eventi e seminari in Europa e in altre parti del mondo, allo scopo di far conoscere la drammatica situazione in cui versano i nostri mari e gli squali in particolare..LEGGI.
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LA CARNE DI SQUALO PIACE AGLI ITALIANI 16 Ott 2011
Molti italiani non lo sanno, ma quando comprano in pescheria oppure ordinano al ristorante verdesca, smeriglio, spinarolo, palombo, gattuccio, mako (ma anche, a seconda delle regioni, can bianco, cagneto, missola, pallouna, nizza, stera, cagnolo, penna, vitello di mare, gattuccio... ) in realtà scelgono sempre la stessa cosa: carne di squalo. E ne vanno letteralmente pazzi, se è vero che il nostro Paese è il quarto maggior importatore di prodotti di squalo al mondo, dopo Spagna, Corea e Hong Kong e siamo i maggiori consumatori europei.... LEGGI.
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IL PRIMO DETTAGLIATO CASO DI ATTACCO DI UNO SQUALO TAGLIATORE Isistius brasiliensis NEW 13 Lug 2011
Lo squalo tagliatore Isistius brasiliensis, detto anche squalo stampo da biscotto, è un piccolo squalo appartenente alla famiglia Dalatiidae. Isistius brasiliensis
Vive nelle acque tropicali di tutto il mondo, dalla superficie sino a 3.700 metri di profondità. Al crepuscolo risale in superficie, attraversando la colonna d’acqua per centinaia e centinaia di metri, dal momento che le catture diurne sono tutte avvenute a profondità comprese tra 1.000 e 3.700 metri...LEGGI NEW 13 Lug 2011
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MA NELL'ALTO TIRRENO I BIANCHI CI SONO SEMPRE STATI NEW 06 Lug 2011
"C’erano tante pinne in acqua. Poi i delfini si sono allontanati e abbiamo notato che una pinna rimaneva fissa in acqua. Ci siamo avvicinati e ci siamo accorti che si trattava di uno squalo. Ci sono buone probabilità che si trattasse di uno squalo bianco, ma poteva essere anche uno squalo mako". Queste le parole di Cecilia Volpi, biologa dell’equipe del Museo della Specola, che ha avuto la possibilità di avvistare, a poche miglia dall’isola di Capraia, un Carcharodon Carcharias LEGGI
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CASE STUDY: UN ESEMPLARE DI SQUALO MAKO (Isurus oxyrinchus) DONATO A BIOLOGIAMARINA.EU 04 Apr 2011
In data 18 febbraio 2011, un esemplare di sualo mako (Isurus oxyrinchus, Lamnidae), proveniente dal basso Ionio, catturato accidentalmente da un peschereccio della zona, è stato donato a noi di biologiamarina.eu. Per scopi prettamente didattici è stato eseguito un breve esame autoptico, al fine di evidenziare alcune caratteristiche anatomiche della...LEGGI
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FALLITO IL PIANO DI CONSERVAZIONE DEGLI SQUALI 31 Gen 2011

Solo 13 di 20 Paesi dove la caccia a questi animali è intensa hanno approvato un piano di difesa come aveva chiesto nel 2001 la FAO. Le popolazioni di squali in tutto il mondo sono in calo soprattutto a causa della pesca eccessiva per soddisfare la domanda per la zuppa di pinne di squalo nell’Asia orientale.

Un piano internazionale di 10 anni destinato alla conservazione degli squali è in gran parte fallito, e solo 13 dei 20 paesi che catturano squali hanno sviluppato piani nazionali per proteggere queste creature in pericolo.
Le popolazioni di squali in tutto il mondo sono in calo soprattutto a causa della pesca eccessiva per soddisfare la domanda per la zuppa di pinne di squalo nell’Asia orientale.
Nel 2001, l’United Nations Food and Agriculture Organization (FAO) aveva approvato un piano internazionale a favore degli squali dopo aver scoperto la mancanza di un monitoraggio serio del commercio internazionale.
Nella sua relazione, il Traffic and the Pew Environment Group ha sollecitato un incontro con il comitato di settore pesca della FAO per esaminare le iniziative da prendere con urgenza per la gestione della pesca di questi animali..... LEGGI
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PERCHÈ GLI SQUALI SI AVVICINANO ALLE COSTE DI SHARM? 28 Feb 2011

Gli esperti al lavoro a Sharm hanno individuato cinque cause principali che spiegano i motivi per i quali alcuni squali tendono ad avvicinarsi alle coste.
Le cause, come sempre, sono da imputare alle attività dell'uomo. Infatti (1) le offerte di cibo attirano molte specie di squali e di altri pesci. Il cibo viene dispensato sia dai sub che dai turisti da terra. Inoltre (2) da terra e dalle navi vengono gettate, con una certa 'disinvoltura', carcasse di animali e (3) resti di cibo di ogni tipo.
Inoltre (4), la temperatura dell'acqua, insolitamente alta durante quest'ultimo anno, avrebbe attratto un maggior numero di esemplari.
Per finire (5), la pesca al traino, attira inevitabilmente gli squali in prossimità delle imbarcazioni e sottocosta.
Poiché i turisti non sembrano ancora del tutto convinti delle contromisure intraprese dalle autorità egiziane, in un tratto della costa di Sharm el Sheikh, saranno posizionate delle reti protettive -è quanto affermato alcuni giorni fa da Shosha, governatore della regione Sud del Sinai. Le prime barriere anti-squalo saranno installate di fronte ad un conosciuto resort, il Coral Bay, di proprietà di Ernesto Preatoni.
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ATTACCO A SHARM: DALL'ISTERIA ALL'ASSURDITÀ, LA SAGA (STRAGE) CONTINUA.... 26 Gen 2011
Stando alle notizie che arrivano da Sharm, soprattuto da parte dell'Hepca, che si occupa della conservazione degli squali nel mar Rosso, le autorità Egiziane hanno gestito i due tragici eventi di Sharm, non considerando minimamente le implicazioni ecologiche che le stragi di squal, inevitabilmente, comporteranno, e la gestione dell'intera vicenda sembra assumere toni da commedia.
Le autorità del South Sinai Protectorate (SSP), hanno infatti continuato a uccidere in modo indiscriminato decine e decine di squali (il numero esatto ormai, è impossibile conoscerlo). Eppure le autorità dell' SSP continuano ad affermare che le catture sono state fatte rispettando criteri prettamente scientifici. A breve si attende il primo report del team di scienziati (Marie Levine, Ralph Collier, Mustafa Fouda, Mohamed Salem, Nasr Galal, Leonard Compagno and Erich Ritter), messo in piedi dal governo Egiziano.
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LE PINNE DI SQUALO IN EUROPA: le implicazioni della riforma del Regolamento Europeo sul finning 11 Gen 2011
Gli squali vengono catturati in tutto il mondo per la loro carne, le pinne, il fegato e l’olio di squalo e costituiscono un importante sottoprodotto di molte attività di pesca di diverso tipo. Gli squali inoltre sono sempre più la specie obiettivo della pesca pelagica (usando prevalentemente palamiti), che spesso catturano tanti (o più) squali quanti pesci ossei. La pesca agli squali continua ad essere ampiamente non controllata nella maggior parte degli oceani del mondo, in quanto sono stati adottati relativamente pochi limiti di pesca dall’Unione europea (UE), dalle Organizzazioni Regionali per la Gestione della Pesca (ORGP) e da altri Stati. Anche la raccolta dati sulla pesca degli squali è estremamente insufficiente a livello mondiale. Le pinne sono l’ingrediente essenziale della zuppa di pinne di squalo, un piatto tradizionale cinese, presente nei ....LEGGI
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ATTACCO A SHARM: STRAGE DI SQUALI
Sono almeno una decina gli squali per i quali, secondo alcune fonti, ne sarebbe stata documentata l’uccisione dopo gli incidenti delle scorse settimane. A Sharm el-Sheikh, infatti, una turista tedesca era stata uccisa da uno squalo, mentre altri quattro aggressioni, ai danni questa volta di turisti russi, sono state denunciate nello stesso periodo. La notizia dell’uccisione dei dieci squali arriva in coincidenza con l’annuncio della riapertura alla balneazione per buona parte delle spiagge che erano state interdette dopo i tragici fatti. Per nessuno di questi squali, però, è stato fornito alcun elemento che potesse collegarli in qualche maniera con i recenti incidenti.
Le autorità egiziane, evidentemente ....LEGGI
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LA RIDUZIONE DEGLI SQUALI NEL MEDITERRANEO 22 Dic 2010
Verdesche
Un tempo la carne di squalo era poco apprezzata. Sui mercati il valore commerciale di un palombo era modestissimo e ricordo ancora quando gli esemplari catturati venivano spesso regalati o gettati in mare. I vecchi pescatori evocano ancora le verdesche che un tempo popolavano numerose l'Adriatico, e che spesso erano avvistate poco lontano dalle reti, senza mai mostrarsi aggressive. Molto comuni in Adriatico anche gli squali bianchi che seguivano i banchi di tonni, durante il periodo delle migrazioni. ....LEGGI
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BIOLOGIA MARINA: IL COMPORTAMENTO DELLO SQUALO BIANCO NEI MARI DEL MONDO 15 Dic 2010
Squalo bianco
Abbiamo già trattato l’argomento squalo bianco, ma non abbiamo evidenziato alcuni aspetti, in particolare l’etologia e il comportamento, che studi recenti hanno delineato in modo più netto e marcato rispetto al passato. Nel corso degli anni ho seguito diversi seminari sugli squali, molti dei quali hanno tentato di divulgare e far conoscere la reale natura dello squalo bianco, sfatando o tentando di sfatare allo stesso tempo tutti i pregiudizi che ....LEGGI
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LUOGHI COMUNI DA SFATARE SULLO SQUALO BIANCO MEDITERRANEO
Squalo bianco Mediterraneo
La modesta popolazione di squalo bianco che vive in Mediterraneo non è sostenuta da esemplari che continuamente entrano dall'Atlantico, anzi è vero l'opposto quando le prede scarseggiano. La popolazione Mediterranea era un tempo stanziale e il nostro bacino era ed è un'area di nursey per la specie. Anche il piccolo ma produttivo mar Adriatico un tempo era in grado di sostenere la sopravvivenza di moltissimi esemplari.
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ATTACCO A SHARM: CONSIDERAZIONI 10 Dic 2010
Squalo: attacco a Sharm
In questi giorni abbiamo ricevuto diverse mail, differenti per contenuti e richieste, da parte di numerosi navigatori in procinto di partire per la classica meta natalizia, che ormai tutti conoscono: Sharm el Sheik. I due attacchi del 5 e del 2 dicembre scorsi, che hanno provocato rispettivamente un morto e tre feriti, sono rimasti impressi nelle menti di coloro che si accingono a partire ? LEGGI
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SHARM ATTACK: di Marco Angelozzi 13 Dic 2010
Sharm Attack
In questi giorni le tranquille ed affollate acque della località turistica Sharm el Sheik, nel Mar Rosso egiziano, sono turbate da una serie di attacchi di squalo nei confronti di bagnanti e snorkelisti, che fino ad ora hanno causato gravi ferite e purtroppo un tragico decesso. Le domande che probabilmente sorgono spontanee in ognuno di noi, pensando a questi eventi... LEGGI

 

Settimana Europea dello Squalo Settimana Europea dello Squalo

Il 9 - 17 Ottobre scorso si è tenuta la quarta edizione della “Settimana Europea dello Squalo” che quest’anno si è impegnata a chiedere un rafforzamento del divieto europeo sul finning (la pratica di tagliare le pinne agli squali e gettarne la carcassa in mare), attualmente in vigore in Europa ma anche uno dei più deboli al mondo.
Noi di Biologiamarina.eu abbiamo deciso di impegnarci ulteriormente per divulgare qualsiasi tematica legata al mondo dello squalo, inaugurando questa nuova sezione monografica, proprio in concomitanza con l'evento della “Settimana Europea dello Squalo” promossa dalla coalizione Shark Alliance.
Nei paragrafi sottostanti introduciamo alcune informazioni relative agli attacchi, alle metodiche di intervento e alla prevenzione.

Lo squalo di Spielberg

LO SQUALO, CHI E' COSTUI?

Lo squalo rimane ancora un animale ignoto, vittima di un pregiudizio atavico inesorabilmente legato alla paura che esso incute, alla paura di essere mangiati. I film che lo hanno visto come protagonista lo hanno dipinto come una formidabile macchina da guerra, infallibile e assassino. Ma i tempi cambiano, così timidamente, qualcuno, molti anni fa ha cominciato a prendere le sue difese. Probabilmente perchè i mari, un tempo ricchi di questi splendidi animali, ora stanno divenendo terribilmente vuoti. Negli anni '30 del secolo scorso l'enciclopedia Treccani scriveva che lo squalo bianco era comune in Mediterraneo e in particolare in Adriatico. In effetti era proprio così. I grandi banchi di tonni che migravano sino al Golfo di Trieste erano inseguiti dal terribile predatore, così al loro seguito vi erano molti esemplari, spesso avvistati e ammirati dai pescatori di un tempo.
Ma poi qualcosa è cambiato. La pesca sconsiderata da parte dell'uomo ha drammaticamente segnato l'inizio del declino degli squali. Solo dalla Spagna, dal 1991 al 2001 sono partite per Hon Kong ben 800 tonnellate di pinne di squalo. 800 tonnellate di pinne corrispndono a migliaia e migliaia di esemplari di squali. E vengono pescati esemplari giovani e sessualmente immaturi, femmine gravide, poi sventrate per mostrare senza ritegno i poveri piccoli ai curiosi, come si può vedere nell' immagine più in basso.

  IL FINNING  
  Letteralmente la parola finning, significa “spinnamento”. Si tratta di una pratica in uso soprattutto nei paesi asiatici, come Hong Kong, Cina, Taiwan, Giappone, Singapore, che uccide milioni di squali ogni anno e con il solo intento di ricavarne le pinne, utile nella “tradizionale zuppa di pinne di pescecane”, che in alcuni ristoranti alla moda arriva a costare anche 100$ americani a porzione. Lo squalo, rigettato in mare senza pinne, muore per annegamento. Non potendo più nuotare viene meno il passaggio dell'acqua attraverso le branchie, con conseguente compromissione dei valori di emogas (ossigeno) nel sangue! Si tratta di un inutile spreco di risorse che in alcuni casi potrebbero sfamare migliaia di persone. Anche se dal punto di vista etico e soprattutto ecologico la pesca degli squali per scopi alimentari non sarebbe comunque sostenibile. In molti paesi per fortuna è stato bandito questo brutale massacro ma i controlli sono di difficile attuazione per molteplici ragioni.
In molti paesi la carne di squalo non viene consumata, ma la pesca è ugualmente praticata per rifornire i paesi asiatici con guadagni cospicui, spesso in modo illegale, con conseguenze disatrose sull' ecosistema marino. Lo squalo è all’apice della rete alimentare insieme ad altri pesci importanti come i tonni, il pesce spada e altri grandi predatori. Se gli squali di barriera per esempio (gia in preoccupante calo numerico - leggi qui -), smettessero di predare i pesci pappagallo, voraci divoratori dei polipi del corallo, questi ultimi distruggerebbero vaste aree della barriera corallina. Fortunatamente gli Stati membri della Comunità Europea ultimamente si sono riuniti per discutere di eventuali azioni da intraprendere per la difesa dello squalo, sensibilizzando in primo luogo i pescatori, che sono i principali responsabili delle catture, ed in secondo luogo ma non meno importante, iniziare ad attuare campagne informative per far conoscere il ruolo dello squalo nel proprio ambiente naturale, sensibilizzando i consumatori, in modo tale da incidere sulle abitudine alimentari dei singoli. Nel mare sono molteplici le specie ittiche che non consumiamo solo per un’errata cultura e conoscenza e che possono contribuire a dare quella quiete di cui molti animali necessitano per potersi riprodurre e ristabilire un reale equilibrio dell’intero ecosistema marino. Noi di BiologiaMarina, con i nostri articoli desideriamo contribuire a questi progetti di informazione e conoscenza, auspicandoci che nel tempo si inverta il trend negativo a cui è sottoposto il nostro amico squalo. Il finning è attualmente proibito in Stati Uniti, Canada, Brasile, Australia e Oman. L'Italia, dati ufficiali alla mano, non lo pratica.
 
     

 

  • 1 Piccoli di squalo martello abortiti
  • 2 Squalo artico, Somniosus microcephalus
  • 3 Triakis semifasciata

LO SQUALO ATTACCA L'UOMO?

Molto si è detto e scritto su questo argomento. Le statistiche esistenti, ben dettagliate e affidabili, indicano che gli attacchi di squali nei confronti dell'uomo ci sono state e ci sono ancora, tuttavia risultano essere in declino a causa della rarefazione delle specie. In assoluto comunque, gli attacchi di squali sono sempre stati bassi, piuttosto è il sensazionalismo della notizia che colpisce, mentre si rimane indifferenti di fronte ai migliaia di morti all'anno a causa di incidenti stradali.
Tuttavia ancora oggi esistono da una parte coloro che vorrebbero sterminare gli squali perchè ritenuti pericolosi, e dall'altra, chi li protegge. Nei primi è ancora impressa e ben radicata la Teoria di Coppleson, elaborata negli anni '50 dall'australiano Victor Coppleson e ripresa anche dal famoso film di Steven Spielberg. Secondo tale teoria degli individui detti "squali vagabondi" avendo attaccatto delle persone nel corso della predazione, si sarebbero talmente "affezionati" alla carne umana da ricercarla per sempre. E questo spiegherebbe l'alto numero di attacchi in certe regioni del mondo (Australia, Pacifico). La teoria è chiaramente ripresa da quella della "tigre mangiatrice di uomini". In India infatti certi esemplari dopo aver sperimentato la carne umana, continuano a predare e a ricercare l'uomo, facile preda per felini così forti e possenti. Tuttavia la Teoria di Coppleson è discutibile e, riteniamo, ormai superata. Nel corso degli anni sono state esposte teorie ben più convincenti, seppur meno affascinanti. Le ragioni degli attacchi sono diverse. Si tratta nella maggior parte dei casi di errori, di reazioni mirate ad allontanare l'intruso nel territorio di caccia dello squalo, di interferenza da parte dell'uomo nella normale attività dell'animale.
Al di fuori di stimoli particolari, gli squali mostrano nei confronti dell'uomo interesse, curiosità, ma anche timore, e spesso così come si sono avvicinati, velocemente si allontanano.
L'argomento sarà comunque senz'altro ripreso.

LESIONI DA MORSO DI SQUALO
(questa parte è un riassunto di uno scritto del dott. Ferruccio Chiesa, autore del testo Animali Marini Pericolosi, Ireco edizioni, testo da noi gia recensito).

Nelle rare volte in cui accade di essere attaccati da uno squalo, soprattutto se è di grandi dimensioni, le conseguenze possono essere devastanti. Oltre all'azione meccanica del morso, interviene lo scuotimento che l'animale imprime solitamente alla preda appena catturata, per cui agiscono in sinergia costrizione, taglio e strappo. Nel caso di esemplari più piccoli il morso spesso non ha nessuna conseguenza, a volte non si riscontra neanche perdita di sostanza. A volte lo squalo attua il cosidetto bite and spit, ossia "mordi e sputa", viene meno lo scuotimento e rimane solo una lesione trafittiva circolare.
Tuttavia nei casi più gravi, con mutilazioni, strappi e asportazione massive di tessuto, può anche sopraggiungere la morte per emorragia, per shock o per annegamento.
Sede frequente di morsicatura sono gli arti (il 40% dei casi interessa le gambe e il 23% le braccia), seguono le mani, l'addome, il petto, i genitali e ul capo. In ogni caso le conseguenze comportano emorragia profusa e inarrestabile, che può portare presto (pochi secondi) ad una gravissima anemia. Occorre, in questi casi, intervenire prontamente secondo lo schema proposto da Edmonds nel 1994:

Le raccomandazioni valgono anche per lesioni da pesce sega (Pristiophorus), a volte di grave entità perchè trattasi di lacerazioni irregolari che giungono sino agli organi sottodiaframmatici come vescica, fegato e intestino.

COME PREVENIRE UN ATTACCO

Escluso il caso di un naufragio, è tecnicamente possibile prevenire un attacco da parte di specie pericolose di squalo. La regola fondamentale è quella di non frequentare aree a rischio. Sono abbastanza conosciute e censite e, in paesi come l'Australia o il Sud Africa, sono segnalate. In questi paesi sono molto utilizzate le palizzate antisqualo. Consistono in aree circoscritte da reti metalliche che però spesso determinano la morte di molti esemplari squali, che rimangono imprigionati nelle maglie della rete stessa e, per compressione delle branchie, muoiono causa ipossia
Al di fuori di queste aree protette e comunque in aree a rischio, è consigliabile seguire alcune regole:

DISPOSITIVI ANTISQUALO

Negli anni sono stati proposti i sistemi e i dispositivi più bizzarri, dai propellenti a CO2 alle tute mimetiche, dai repellenti a base di acetato di rame ai detonanti. Il problema di questi dispositivi è che prima di tutto debbono essere utilizzati a distanza ravvicinata, inoltre la loro efficacia è scarsa. Spesso si citano studi scientifici, ma poi si scopre che di scientifico vi è molto poco. In passato gli stessi dispositivi antisqualo sono stati utilizzati anche per uccidere gli squali. Per esempio quelli noti come Shark Dart spesso abbattevano definitivamente l'animale. I dispositivi Shark Dart sono praticamente degli attrezzi ergonomici, lunghi circa 12.5 cm, che contengono fiale o contenitori carichi di gas CO2. Vanno utilizzati conficcando la parte terminale appuntita nell'addome dello squalo. L'espansione del gas determina un embolia quasi istantanea, e spesso lo squalo muore poco dopo. Lo svantaggio è che deve per forza di cose essere utilizzato a distanza ravvicinata e con grande precisione. Il volume della carica di gas CO2 varia in relazione alla profondità di utlizzo, si consigliano 12 gr. (8 metri), 16 gr. (13 metri) e 26 gr. (30 metri). I più vecchi dispositivi antisqualo sono i cosidetti Shark Billy, bastoni in fibra di vetro lunghi circa 120 cm, utilizzati per allontanare gli squali troppo curiosi.
I cosidetti Bang Sticks sono praticamente dei dispositivi a carica esplosiva. Vanno utilizzati con cautela poiché pericolosi anche per l' utilizzatore esperto, sono noti infatti degli incidenti avvenuti a causa di un utilizzo improprio o causa cattiva manutenzione. Oltre ai dispositivi sopra citati, esistono dei dispositivi cosidetti fissi o passivi. Si tratta delle gabbie e delle reti antisqualo. Le gabbie sono praticamente i dispositivi più sicuri, sono state utlizzate con successo per la realizzazione di filmati e documentari, e permettono di avvicinare sqauli di grandi dimensioni. Le reti antisqualo sono utlizzate per delimitare alcune aree ben precise, per esempio le acque antistanti le spiagge frequentate dai turisti. Sono comuni in Australia e in Sud Africa.
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No shark Finning No Shark Finning

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